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VIRUS, IL SINDACO DI CHIARAVALLE RILANCIA L’ALLARME TAMPONI: «DA REGIONE NESSUNA RISPOSTA»


Chiaravalle Centrale, veduta

Domenico Donato: “Evidentemente si reputa che, la situazione diella nostra città, con 19 positivi non è così preoccupante”

Fonte: ILVIZZARRO.IT

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  11 APRILE 2020 –  Dopo quanto successo nella triste vicenda della Domus di Chiaravalle Centrale, con i suoi oltre 70 casi di contagio da Covid-19 e 20 morti tra i pazienti fino ad oggi, era cresciuta la preoccupazione del sindaco Domenico Donato, che dopo avere ottenuto il trasferimento dei degenti, grazie all’aiuto anche di altri sindaci, aveva chiesto «tamponi per tutti» per evitare che la situazione dei contagi sfuggisse di mano.

«Ad oggi, dopo aver chiesto un tavolo di concertazione con la Regione, non ho ottenuto alcuna risposta».

Sono le parole del primo cittadino affidate ad un video dove intende denunciare la mancata assunzione di iniziativa rispetto alla sua istanza.

La decisione di lanciare un nuovo messaggio nasce anche di seguito alla nuova ordinanza emessa dalla governatrice Santelli per ampliare lo screening nel comune di San Lucido, nel Cosentino. «Evidentemente si reputa che, la situazione di Chiaravalle, con 19 positivi – continua Donato – non è così allarmante».

Continua dunque a chiedere il tampone per tutti nel Chiaravallese il primo cittadino «unico esame utile per la diagnosi». Sulla situazione della Domus Aurea il sindaco ha chiarito: «Ad oggi abbiamo avuto 40 tamponi effettuati, 20 per i dipendenti, 18 per i contatti sociali e i restanti per chi ha avuto sintomatologie.

Per i 18 derivanti dai contatti sociali sono arrivati 13 tamponi negativi e 5 positivi che, è bene sottolineare si tratta di persone che sono in casa già dal 26 di marzo, quindi alla quarantena precauzionale e adesso ne è arrivata una successiva a tampone e non hanno avuto contatti con nessuno.

Per quanto riguarda i tamponi dei dipendenti 14 sono positivi e gli altri negativi. A giorni potrebbero dunque arrivare i primi casi di guarigione tra i dipendenti».

Rispetto ai morti, invece, il sindaco si è unito al cordoglio delle famiglie dei 20 deceduti tra i pazienti della Domus.

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