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VIRUS ALLA RSA DI CHIARAVALLE CENTRALE, IL CONTRATTO RESTA SOSPESO


Tar ha dichiarato inammissibile il ricorso dei titolari contro decisione Asp e Regione di “stoppare” l’accreditamento

di REDAZIONE

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  18 GIUGNO 2020 – è di carattere giudiziario il nuovo capitolo sulla storia della Domus Aurea di Chiravalle Centrale.

Il Tribunale Amministrativo della Calabria con sede a Catanzaro ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla struttura contro la decisione dell’Asp di Catanzaro e della Regione Calabria di sospendere il contratto per l’accreditamento.

La casa di riposo è diventata tristemente famosa per essere divenuta focolaio di coronavirus che, oltre al contagio di svariati operatori, ha causato la morte di 27 ospiti

I titolari, sostenuti dagli avvocati  Antonello Talerico e Ileana De Santis, hanno impugnato l’atto amministrativo di Asp e Regione sostenendone l’illegittimità: «La società ricorrente sostiene, nello specifico, che la sospensione del procedimento costituisca in realtà una revoca tacita dell’accreditamento, adottata al di fuori delle previsioni di legge ed in contrasto con il perfezionamento del contratto per l’anno 2020».

In verità, secondo quanto riportato nella sentenza breve emessa dal Tar quel contratto non si è mai perfezionato poiché privo di documentazione amministrativa e, in particolare, del certificato antimafia che la società non ha ancora prodotto. 

Per questa ragione i giudici amministrativi hanno ritenuto inammissibile il ricorso optando per una sentenza breve.

La struttura assistenziale ancora oggi non è nelle condizioni di riprendere le attività pur avendo risanato le condizioni della rsa. 

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