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VIRUS, A SQUILLACE IL COPRIFUOCO “COLPISCE” ANCHE GUGLIELMO PEPE


Ignoti hanno collocato una mascherina alla statua del Generale del Risorgimento 

di Franco POLITO

SQUILLACE (CZ) –  24 OTTOBRE 2020 –  Anche la statua di Guglielmo Pepe, uno dei simboli per eccellenza della città che fu di Cassiodoro, finisce per essere invischiata nell’emergenza Coronavirus.

Succede anche questo a Squillace centro storico: nella villetta di piazza Risorgimento, a pochi metri dalla basilica, sul busto marmoreo di colui che Francesco De Sanctis definì  “il padre del Risorgimento italiano” qualcuno ha pensato di collocare una mascherina chirurgica.

Goliardia, bravata, protesta contro il lockdown notturno?

Difficile capire cosa ha spinto questa notte l’ignota mano.

Come è altrettanto difficile capire come l’abbia presa l’effige del “Generale”. Avrà sorriso o si sarà inalberato? Boh.

I dubbi rimangono. Resta il gesto che, di sicuro, verrà tramandato alle future generazioni.

In una città che ha fatto una parte di storia calabra, anche questa è storia.

A proposito di cenni dal passato: Guglielmo Pepe (Squillace, 13 febbraio 1783 – Torino, 8 agosto 1855) è stato un patriota e generale italiano nell’esercito del Regno delle Due Sicilie, sposato con sposato con Marianna Coventry e fratello di Florestano Pepe. 

Entrato nell’esercito in giovane età, nella Scuola Militare della Nunziatella, dove venivano formati gli ufficiali dell’esercito del Regno di Napoli, nel  1799 a Napoli si schierò a difesa della Repubblica Partenopea. 

Prese parte alla Rivoluzione Napoletana del 1820 e fu sconfitto e fu sconfitto nella battaglia di Antrodoco, in quella che è ricordata come la prima battaglia del Risorgimento (7 marzo 1821).  

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