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VIRUS A LAMEZIA, PRESIDENTE CONSIGLIO ISTITUTO CHIEDE DI POSTICIPARE RIENTRO ALL’ARDITO – DON BOSCO


Mastroianni esprime perplessità in una lettera inviata alle istituzioni

di REDAZIONE 

LAMEZIA TERME (CZ) –  10 GENNAIO 2022 –  Il presidente del Consiglio d’Istituto del comprensivo “Ardito-Don Bosco”, Nicola Mastroianni, in una lettera inviata ai vertici della scuola, del Comune e – tra gli altri – della Regione esprime perplessità sulla riapertura delle scuole.

“L’imminente riapertura delle scuole nel momento in cui alunni e studenti hanno da poco iniziato il percorso vaccinale preoccupa moltissimi genitori così come tanti insegnanti.

Una preoccupazione che negli ultimi giorni spopola sui social network, sulle chat dei gruppi Whatsapp dei genitori e dei rappresentanti di classe, con pareri negativi sull’ormai prossimo ritorno in presenza.

Preoccupa e pure tanto nella nostra città l’affanno delle precarie strutture ospedaliere, la confusione organizzativa dei presidi sanitari ma, soprattutto, l’aumento esponenziale dei contagi anche fra i più giovani e gli adolescenti. Mi consta personalmente che moltissimi genitori di chi frequenta il nostro Istituto, a quanto pare, siano risultati positivi al Covid negli ultimi giorni e il rientro dei nostri studenti provocherebbe gravi ripercussioni nella trasmissione del contagio.

Tutto ciò, ovviamente, non può in alcun modo essere sottovalutato e sottaciuto a tutela della salute e della sicurezza della comunità scolastica e più in generale della popolazione. Il rientro alle lezioni in presenza, tout court, del nostro istituto è altamente rischioso.

L’inevitabile assembramento, causa-effetto della ripresa scolastica e il mancato tracciamento dei contagi e i ritardi nelle verifiche dei tamponi a cura del sistema Asp, a causa dell’aumento esponenziale dei contagi di questi giorni, può inesorabilmente favorire il rientro all’interno delle classi di soggetti potenzialmente positivi.

Tenuto conto di quanto rappresentato si richiama, pertanto, l’attenzione a considerare che: il crescente numero di contagi che attualmente interessa la Città di Lamezia Terme di fatto non trova compiuta evidenza ufficiale nel tracciamento; a quanto è noto, la variante omicron contagia soprattutto la fascia più giovane della popolazione; è in corso, da qualche giorno, la vaccinazione della popolazione con fascia di età ricompresa tra i 5 e gli 11 anni; le strutture sanitarie sono oramai sature, al massimo della capienza e non riescono a svolgere – per carenza di organico e strumenti – i compiti di loro spettanza e quindi a garantire immediata tutela in termini di prevenzione e protezione; da quanto si apprende dai canali di comunicazione l’ultimo dato aggiornato parla di “248 casi attualmente attivi in città.

Dato tuttavia incerto visto che i presidi responsabili non sono in grado di smentire che si trattino molto di più”.

“Per quanto sin qui considerato e argomentato – prosegue – noi genitori abbiamo il dovere giuridico e moraledi essere messi nelle condizioni di poter prendere delle scelte consapevoli e responsabili e che per questo dobbiamo poter conoscere con elevato grado di certezza lo stato attuale della situazione pandemica a Lamezia Terme e all’interno dell’istituzione scolastica in particolare e, nel caso, se vi siano gravi e impellenti motivi che potrebbero giustificare il ricorso cautelare all’autorità giudiziaria per tutelare i propri figli.

A tal fine, e in continuità della funzione di Presidente del Consiglio di Istituto, chiedo ai sensi della normativa vigente prevista, con la modalità dell’accesso civico, di prendere immediata visione previa esibizione della relativa documentazione, in particolare: di conoscere i numeri effettivi dei contagi e/o dei soggetti posti in quarantena e/o quanto possa rendere edotto i genitori dei numeri e dell’andamento della pandemia in generale all’interno della scuola.

Chiedo altresì, in via precauzionale e tenuto conto dell’emergenza attuale, in via eccezionale ed urgente, in deroga alle disposizioni governative che con tutta evidenza non possono allo stato garantire quella tutela in vista della quale sono state emanate per carenza assoluta dei presupposti necessari: il differimento dell’apertura scolastica in presenza e l’attivazione della DAD fino a quando il quadro pandemico non sarà chiarito nei numeri e nella garanzia dell’effettiva immediata attivazione dei mezzi di tutela, di prevenzione e cura della popolazione, degli studenti in particolare e della comunità scolastica nella sua complessità e vastità”.

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