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VILLETTE SEQUESTRATE A CAMINIA, LA VICENDA È ANCORA APERTA


Conferenza stampa ieri dell’amministrazione comunale: area destinata a pubblica utilità

di Salvatore CONDITO

STALETTÌ (CZ) –  16 APRILE 2021 – Responsabilità chiarezza dei vari passaggi ma soprattutto opportunità di dialogo, questo il senso della conferenza stampa dell’Amministrazione Comunale del Sindaco Alfonso Mercurio che in una sala polivalente ha affrontato la vicenda delle presunte case abusive di Caminia.

Una disamina in cui il primo cittadino Alfonso Mercurio, partendo dal famoso bando allegato alla delibera di Consiglio Comunale numero quattro del 1964 (Amministrazione Antonio Mosca) ha spiegato i vari passaggi.

Un bando che invitava i cittadini attraverso una lottizzazione a costruire delle casette per cui emergeva un’identificazione dell’area; nei primi giorni d’insediamento dell’amministrazione Mercurio arriva la notifica di una sentenza della Corte di Cassazione che certifica che l’area oggetto di contestazione è demaniale.

Da quel momento iniziano una serie d’interlocuzioni tra Regione Calabria, Agenzia del Demanio per trovare una soluzione; all’epoca l’assessore regionale all’urbanistica, aveva dato un parere positivo per un progetto di rigenerazione urbana.

Progetto che consisteva in una sanatoria quasi un modello da prendere in esame per altre situazioni similari in Calabria; il Sindaco Alfonso Mercurio convoca una riunione con i proprietari delle case per affrontare tale proposta.

“ Purtroppo la nostra volontà non è stata presa in considerazione- ha rilevato il Sindaco Alfonso Mercurio –  molti ci ha deriso affermando che loro erano da anni che si sentivano legittimati dal tempo”.

Un progetto come ha rilevato il Vice Sindaco Rosario Mirarchi che aveva due linee: federalismo demaniale e il caso del Comune di San Salvo.

Nel primo caso attraverso la legge n. 85 del 28 maggio 2010 che dava l’opportunità in maniera gratuita ai Comuni di acquisire al proprio patrimonio i terreni che avevano perso le caratteristiche di demanialità, sfruttando tale norma entro il trentuno dicembre 2016.

Nel secondo caso riguarda mille abitazioni costruite su terreno demaniale, attraverso una legge portata avanti dal sottosegretario Chiavaroli nel 2017, si è riusciti a trovare una soluzione.

Soluzioni che comunque andavano portate avanti attraverso la creazione di un consorzio pubblico e privato, che contemplava la demolizione e ricostruzione attraverso un progetto di rigenerazione che rendeva protagonisti i possessori delle case attraverso una domanda di condono che garantiva la titolarità di diritto di prelazione.

In pratica si voleva realizzare un borgo marino (casette dei pescatori) che riqualificava con standard comuni tutte le case, riprese e adeguate a un progetto di rigenerazione urbana contestualizzata all’ambiente.

Il sogno di quest’area comunque nel futuro emerge dall’intervento del Vice sindaco Rosario Mirarchi: ”Vogliamo che su quell’area sia un futuro di pubblica utilità, nessuno potrà costruire ne fare speculazioni ma uno spazio con chioschi, parcheggi, bagni pubblici un’area pic nic a disposizione di tutti senza distinzioni”.

Comunque la vicenda delle case di Caminia è ancora aperta, novità potrebbe arrivare nei prossimi giorni attraverso una perizia affidata a un docente universitario esperto di demanio che dovrebbe portare novità che potrebbe aprire nuovi scenari.

A oggi sono partire le notifiche calenderizzate per proseguire nello sgombero, mentre alcuni stanno ricevendo in questi giorni le ordinanze di demolizione.

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