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VIIRUS, A SAN LUCIDO IL LOCKDOWN NON BASTA. RAFFORZATE LE MISURE RESTRITTIVE


Nel centro del Cosentino la chiusura diventa totale. In strada solo con le mascherine. Ulteriori limitazioni per uscire dal territorio comunale

Fonte: Salvatore BRUNO (LACNEWS24.IT) 

SAN LUCIDO (CS) –  10 APRILE 2020 –  Per frenare i contagi nell’abitato di San Lucido, in provincia di Cosenza, servono ulteriori iniziative drastichepiù stringenti di quelle già adottate con l’ordinanza regionale dello scorso 17 marzo.

Il centro più colpito della provincia

Attualmente i casi di Covid-19 accertati sono 52, quattro dei quali relativi a persone decedute proprio per le complicanze della malattia.

Uno dei problemi più impellenti da risolvere è quello di evitare che all’interno di un medesimo nucleo familiare, soggetti risultati positivi al tampone convivano negli stessi ambienti con altri congiunti che non hanno invece contratto il coronavirus.

 Insana convivenza

Ma non tutte le abitazioni consentono un effettivo isolamento di quei pazienti che pur essendo asintomatici, possono veicolare l’infezione.

Per questo la presidente Jole Santelli ha emesso un nuovo provvedimento contenitivo, demandando al Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Cosenza ed al Comune di individuare una struttura adeguata in cui collocare in isolamento tutti i cittadini attualmente positivi al SARS-Cov-2.

Bisogna proteggersi

«La prescrizione – si legge nell’ordinanza – sarà disposta a cura del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Cosenza, mentre il provvedimento sarà adottato dal Commissario Prefettizio del Comune di San Lucido».

Inoltre è stato disposto l’obbligo, per chiunque esca di casa per uno dei validi motivi prescritti dalla legge, di indossare i dispositivi di protezione individuale, quindi guanti e mascherine.

Non si entra e non si esce

Introdotto infine il «divieto di allontanamento dal territorio comunale da parte di tutti gli individui ivi presenti, ad esclusione degli operatori sanitari e socio-sanitari, del personale impegnato nei controlli e nell’assistenza alle attività relative all’emergenza, le forze dell’Ordine».

I titolari o legali rappresentanti di attività consentite dai decreti del Presidente del Consiglio, ubicate nel territorio di un altro comune, dovranno dimostrare che il loro spostamento sia strettamente indispensabile e non differibile.

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