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VICENDA USI CIVICI A SQUILLACE, CORAGGIO O AZZARDO?


L’Amministrazione sta valutando la possibilità di ottenere l’affrancazione di terreni demaniali che, pur collocati sul territorio del  Comune di Borgia, sarebbero di sua proprietà

di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud)

SQUILLACE (CZ) –  15 GIUGNO 2020 –  C’è chi definisce l’azione del sindaco coraggiosa e chi sostiene, invece, che sia azzardata.

Il riferimento è alla vicenda degli “usi civici” e alla possibile vertenza con il vicino Comune di Borgia.

Il sindaco di Squillace Pasquale Muccari, nei giorni scorsi, aveva parlato dell’avvio del riordino della proprietà comunale in riferimento a diverse aree che, pur essendo collocate nel territorio di altri comuni, fanno parte della proprietà di Squillace. Muccari, in particolare, aveva informato la sindaca della vicina Borgia Elisabeth Sacco di possedere prove documentali che in quel territorio insistono aree di proprietà di Squillace.

Ed in questi giorni si sta registrando già qualche richiesta tendente ad ottenere la legittimazione e l’affrancazione di terreni demaniali in uso civico. Tra i documenti storici rispolverati da Muccari c’è il decreto di Angelo Masci, commissario del re, datato 23 marzo 1811.

 «La vicenda dei cosiddetti “usi civici” che Squillace vanta su particelle territoriali ricadenti in altri comuni – sottolinea il sindaco – secondo il decreto Masci, affonda le proprie radici nel lontano passato ed è carico di significati e tensioni ideali che al cittadino attento non devono sfuggire. Masci, calabrese, commissario del re Gioacchino Murat, pervenne alla consapevolezza della inconsistenza ed illogicità dei diritti feudali, i quali sono fonte di ingiustizia, arretratezza e violenza, relegando il meridione al sottosviluppo.

Masci ha fatto degli ideali della Rivoluzione Francese la stella polare del suo impegno di giurista: credeva nelle battaglie per il rinnovamento della società e delle istituzioni politiche del Mezzogiorno».

 Secondo Muccari, il resto è storia recente e «sulla base delle ricostruzioni in nostro possesso, molti terreni di origine feudale, senza dubbio alcuno, rientrano nella giurisdizione del Comune di Squillace e su questi faremo valere i diritti dei nostri cittadini».

Interessante, secondo il sindaco, è anche la relazione datata 6 novembre 1923 del regio commissario del Comune di Squillace Aurelio Leone, laddove si parla della vertenza demaniale per la reintegra delle quote dei fondi Roccella, Sagittoso e Donatello.

Leone ricorda il dispositivo della sentenza 30 giugno-18 ottobre 1923 che dichiara «la demanialità originaria dei fondi Roccella, in agro di Borgia, con le sottodenominazioni Roccelletta, Sagittoso, Donatello; pronuncia la risoluzione delle quote 1, 4, 6 della Roccelletta e la devoluzione delle altre nove quote Roccelletta e per gli interi fondi Sagittoso e Donatello (dieci e sette quote rispettivamente); ordina la reintegra conseguente di dette quote; riserva la questione dell’indebito percetto e delle migliorie da liquidarsi innanzi a chi di diritto».

Il regio commissario Leone conclude così: «Ascrivo a mio orgoglio l’aver potuto proporre l’azione; sostenere personalmente le ragioni del Comune; condurre i cittadini di Squillace a poter finalmente dire: queste terre tornano dopo oltre un secolo al patrimonio sacro del Comune».

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