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VICENDA DROGA A CHIARAVALLE CENTRALE, «VI RACCONTO COME SONO ANDATI I FATTI»


Chiaravalle Centrale, veduta

Riceviamo e pubblichiamo:

 CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  18 SETTEMBRE 

INIZIO

 Mi sono sentito in dovere di esprimere una replica ai molti articoli apparsi, con titoloni o meno su altrettante testate, in merito a un fatto di cronaca avvenuto il 7 settembre nel paese di Chiaravalle. Relativo al fermo e (presunto) arresto di un giovane. Anche se si capiva che gli articoli, redatti esattamente nell’identico modo fin nelle virgole, abbiano attinto alla medesima fonte, (probabilmente un comunicato), la notizia qui non è certo passata in sordina, ma ha avuto il suo effetto mediatico non da poco.

 Anche per questo non si può però esimere chi pubblica, dal verificare la piena validità della notizia, rendendo giustizia ai fatti; né sottrarsi al diritto di rettifica. E per provare a dimostrare queste pesanti inesattezze, cercherò di raccontare come si sono svolti quei fatti attenendomi strettamente ai verbali delle ff.oo. e all’ordinanza del tribunale di CZ, che fa fede alle decisioni del giudice in materia.

GLI ARTICOLI IN QUESTIONE SONO APPARSI TUTTI L’11/09 

Cominciamo dalla cosa che appare forse più incomprensibile e assurda: la presenza negli articoli di una fantomatica autovettura, nella quale, per giunta, vi sarebbe rinvenuta occultata della sostanza stupefacente.

 E questo non è passabile. Non è una questione di interpretazione, perché si è scritto chiaramente che si nascondeva “droga” in auto.. bene. se è vero bisogna dimostrarlo. Qual è quest’auto? A chi appartiene? Ovviamente sarà stata perquisita, con quale esito? che sostanza vi è stata trovata? e in quale quantità? Perché questa altrimenti non è una notizia, ma semplice diffamazione.

 Oppure una becera trovata giornalistica per avere un bel titolone acchiappa click e lucrarci in pubblicità. O forse ancora è un lapsus, uno sconfinamento fantascientifico dell’autore. A parte questa mia ironia spicciola; non è da sottovalutare però, che in contesti provinciali quali quelli dei nostri piccoli paesi, la risonanza mediatica delle notizie (di determinate notizie, in particolare) è enorme.

Una baggianata del genere, ha il suo peso sulla perdita di reputazione e credibilità che la persona subisce, e purtroppo non funziona lo barricarsi dietro i vari “ma abbiamo messo solo le iniziali”, o, “noi non abbiamo citato nessuno”. Perchè nella realtà sociale del territorio ciò che accade, è un vero e proprio processo parallelo, con annesso giudizio; e le decisioni, secondo voi giornalisti, sulla base di quali informazioni vengono prese? Questa falsa notizia, che non trova riscontro negli atti obbliga, oltre che per deontologia professionale, anche moralmente a verificarne la veridicità

 Perché di fatti, anche Il verbale del fermo evidenzia in modo inopinabile che il soggetto si trovasse “a piedi” nella piazza del paese nell’atto di discutere con un amico. E sempre I carabinieri si trovavano nella stessa piazza e, avvicinatisi, intimano ai ragazzi la necessità di una perquisizione, perché a parer loro, sospetti. Tanto sospetti che di fatto la perquisizione dà esito negativo per entrambi (anche qui verbale alla mano).

 E tutto questo, caso ha voluto si svolgesse d’avanti alle telecamere di un istituto bancario. Questo non vuol dire che allora dobbiamo censurare i fatti ma l’opposto, bisogna raccontarli per quello che effettivamente sono, e ricercarne le conferme senza abbassarsi a fare solo da megafono.. Quindi è una smentita necessaria specificare che non è stato ritrovato proprio nulla occultato in ipotetici veicoli o addosso al soggetto, ma solamente nell’abitazione, e per un uso personale, (visto che sussiste ancora la presunzione di innocenza fin quando l’accusa non è provata). 

Senza scostarsi molto in tema di megafono di parte; un altro capolavoro si rifà a quanto scritto sui farmaci (trovati in casa anche questi), tra i molti articoli in un paio c’è chi ha scritto, suppongo per non sbagliare o modificare il tono dell’articolo, che fossero anch’essi oggetto di spaccio: <>. Peccato però che quei farmaci, altro non fossero che la terapia quotidiana con documentazione al seguito. 

E infatti, come dichiarato dal giudice : <>. Anche qui quindi un altro esempio di informazione scorretta, che butta gratis fango su chi con quei farmaci ci si cura. 

Questo è uno dei motivi più calzanti per spiegare perché mi sono sentito in dovere di scrivere tutto questo (articolo riparatore, di rettifica, smentita.. chiamatelo come preferite).

Perchè, per giunta, circa i farmaci, secondo una sorta di “codice etico di condotta” del giornalista si possono diffondere notizie sanitarie solo se verificate con autorevoli fonti scientifiche, e comunque non citare il nome commerciale del farmaco (ulteriori cose che non sono state rispettate). 

Questo è preoccupante perché se si possono divulgare dati privati così limpidamente senza problema di sorta, per una detenzione di 28gr. di marijuana.. Cosa ci si può spingere a fare per un reato più grave? Ultima puntualizzazione riguarda le limitazioni delle libertà a cui, secondo gli articoli, era stata sottoposta la persona, ovvero gli arresti domiciliari.

Al momento della pubblicazione delle notizie erano ormai giorni che tutte le limitazioni erano state ritirate per inconsistenza. 

La persona difatti è rimasta in stato di fermo solo per 24h, ovvero il tempo di svolgere, il giorno seguente, l’ordinanza presso il tribunale di CZ. Terminata la quale, dunque dal 9 settembre, non è sottoposto ad alcuna misura cautelare. Risultando pienamente libero. (3 giorni prima degli articoli). 

Infatti ho richiesto questa rettifica non per la notizia in se, ma perché, visto che sono state tutte pubblicate l’ 11/09. 

E i fatti si erano conclusi con specifica sentenza, già giorno 09/09 , ci sarebbero stati 3 giorni pieni per verificare se quello che è pervenuto in redazione corrispondesse effettivamente al vero. 

Solo questo mi ha fatto decidere di farlo. 

Per il resto, sono colpevole. 

Ho trasgredito una legge e adesso ne pagherò le conseguenze ed anche il mio Avv. Fabio Tino, che invero ringrazio per avermi aiutato e supportato facendo emergere ambiguità che avrebbero potuto portare ad esiti ancora peggiori. 

Volevo dedicare queste battute conclusive a due categorie di persone: quelle che come me fanno uso di marijuana, che siano più o meno giovani, ai quali dico: state attenti, una svista, un comportamento ingenuo come l’ho avuto io, anche se si è consapevoli di non essere dei criminali nel consumare della marijuana, questo però porta le stesse beghe e conseguenze, una cosa che sembra una cavolata può essere interpretata dalla legge come gravissima e fare la differenza sul conto salato da pagare. 

Alle persone che invece non sono dei consumatori, credo Voi siate le persone migliori per insegnare (ai ragazzi) che ci sono 1000 altre cose più belle e gratificanti da fare; cercate però di non cadere nello scontato e di far di tutta l’erba un fascio. Perché, basta spostarsi di un migliaio di km (nel cuore della più prospera e avanzata Europa), che diverse di queste consuetudini obbligate, radicate in questi tabù italiani, li sono considerate invece normali. 

Se poi teniamo presente che il 32% della popolazione italiana ha fatto uso nella vita di cannabis (ISTAT), allora forse c’è qualcosa nella legge che non funziona. 

Ma questo è un altro tema che richiederebbe un articolo a sé.

 Antonio B.

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