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VERSO LE COMUNALI: «SONO UN DISABILE E DICO AI CANDIDATI: MANTENETE LE VOSTRE PROMESSE»


Il presidente provinciale Uildm di Catanzaro ai futuri sindaci: meritiamo attenzione

di REDAZIONE

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  11 SETTEMBRE 2020 –  E’ una “riflessione” ed è anche un “monito” la lettera aperta di Giovanni Sestito.

Presidente della sezione provinciale di Catanzaro dell’Unione italiana per la lotta alla distrofia muscolare (Uildm), si rivolge “a tutti i candidati a sindaco” del territorio in vista delle Comunali del 20 e 21 settembre. Sarebbero molte le cose facilmente realizzabili, e con poco, in termini di politiche inclusive per i disabili, “ma l’eletto – sottolinea Sestito in un significativo passaggio della sua missiva – conquistata l’agognata poltrona, sembra perdere tutti quei buoni propositi espressi in campagna elettorale”.

Ecco rispuntare uno dei mali atavici della corsa al voto: le promesse non mantenute.

“L’art. 21 della Costituzione – è l’incipit della lettera – mi consente di esprimere il mio pensiero, in merito alle prossima elezioni comunali, rivolto ai cittadini e al candidato a sindaco. Ma che valga anche come monito ai sindaci in carica.

La politica, quando viene intesa come servizio per il bene del cittadino, non può fare a meno del cittadino, il quale è protagonista e responsabile delle scelte del proprio futuro dando l’incarico a persone del proprio comune ad essere amministrato.

Di contro, quando il politico viene chiamato ad amministrare la cosa pubblica, è responsabile della gestione e deve assumere un atteggiamento come il buon padre di famiglia, il quale deve ed è obbligato a rispondere e risolvere i problemi di ogni cittadino”. “Un’amministrazione comunale – ribadisce Giovanni Sestito – non può pensare solo a lungo termine, deve lavora su due binari di programmi; in breve e immediato e a lungo termine.

Se io ho la necessità che venga eliminato un gradino non posso aspettare che arrivino i fondi dalla Comunità Europea fra due anni. Per eliminare le barriere architettoniche, in un comune, servono pochi spiccioli e se non si interviene significa che l’amministrazione non è sensibile e non ha a cuore i problemi delle fasce più deboli e delle famiglie che vivono importanti difficoltà.

Le barriere architettoniche sono il primo punto dal quale partire per iniziare un processo d’integrazione sociale. La stessa cosa vale per il parcheggio riservato davanti l’abitazione di un disabile. L’assistenza domiciliare personalizzata e non generica. Sostegno scolastico domiciliare. Trasporto dei disabili”.

“Al disabile il problema deve essere risolto nell’immediatezza – scrive Sestito – perché egli non ha il futuro in tasca e domani potrebbe non servire più.

La Uildm di Chiaravalle Centrale, che mi onoro di rappresentare, è da anni che offre questi servizi a Chiaravalle e nei comuni vicini, con poche ed esigue risorse economiche, sostenuta solo da contributi volontari dei cittadini. Mi chiedo: sono io un supereroe che con pochi spiccioli riesco ad offrire servizi dignitosi, o sono gli amministratori incapaci?

Credo che la politica debba avere un occhio di riguardo speciale verso certe categorie cercando di sviluppare azioni inclusive collaborando coi i diversi soggetti istituzionali del territorio. Pensare ad un welfare partecipativo per monitorare e rilevare le esigenze del territorio. Realizzare progetti comuni. Un’amministrazione non può fare a meno delle associazioni di categoria presenti nel territorio e nel circondario.

Lo slogan è: nulla su di noi senza di noi. La cultura sociale passa anche attraverso il linguaggio con termini giusti e appropriati, continuare ad indicare la persona disabile un diversamente abile significa che non si è fatta nessuna ricerca in questo campo e si continua a ripetere l’odiato appellativo diversamente abile. Anche l’Oms indica come termine giusto: persona disabile o con disabilità”. “

Sarebbero molte le cose che si potrebbero realizzare nell’immediatezza – conclude il documento – ma l’eletto, conquistata l’agognata poltrona, sembra perdere tutti quei buoni propositi espressi in campagna elettorale.

Si sa che gli scenari politici cambiano repentinamente, ma l’uomo serio ed onesto non cambia e mantiene le promesse fatte in campagna elettorale”.

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