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VENTI ANNI DALLA TRAGEDIA “LE GIARE”, SOVERATO E LA CALABRIA NON DIMENTICANO


Toccante cerimonia ieri dove il torrente Beltrame uccise 13 persone

di REDAZIONE 
Foto: CORRIEREDELLACALABRIA.IT 

SOVERATO (CZ) – 11 SETTEMBRE 2020 –  Con una toccante cerimonia nel luogo della tragedia, la Calabria ieri ha reso omaggio alle vittime della tragedia di Soverato, avvenuta 20 anni fa, nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2000, quando l’esondazione del torrente Beltrame, provocata da un’alluvione, travolse il camping “Le Giare” che ospitava una cinquantina tra operatori dell’Unitalsi e disabili, uccidendo 13 persone.

Per onorarle, l’Unitalsi ha organizzato una celebrazione molto partecipata, alla presenza di molti familiari delle vittime, e caratterizzata da una grande commozione.

Prima della celebrazione, sono state depositate numerose corone di fiori ai piedi dell’installazione che reca i nomi delle 13 vittime: Mario Boccalone, Ida Fabiano, Serafina Fabiano, Raffaele Gabriele, Paola Lanfranco, Iolanda Mancuso, Giuseppina Marsico, Franca Morelli, Rosario Russo, Antonio Sicilia, Salvatore Simone, Concetta Zinzi e Vinicio Calio’, giovane volontario di Catanzaro, del quale non e’ mai stato recuperato il corpo

La celebrazione e’ stata preseduta dall’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone: “Tredici vittime e un ambiente non curato.

Oggi – ha esordito l’arcivescovo Bertolone – siamo riuniti per in primo luogo per ricordare i defunti e testimoniare la vicinanza ai parenti, che sono quelli che soffrono molto più degli altri. Ma siamo qui anche per fare memoria di un evento che invita tutti in primo luogo a richiamare la giustizia se ancora ci sono questioni pendenti.

Ma non ci si deve solo fermare al desiderio di giustizia: questa dev’essere l’occasione per invitare tutti, nel contesto storico in cui viviamo, a curare l’ambiente e a curare i nostri cuori.

Quanto odio c’e’ in circolazione, quanti gesti che non vanno bene: allora, questi eventi ci invitano a una maggiore fraternità, a un maggiore rispetto reciproco.

Perché questo avvenga – ha proseguito monsignor Bertolone – mettiamo in campo, sia per gli adulti sia per le nuove generazioni, una formazione e un’educazione più adeguata perché i valori eterni in cui crediamo possano risplendere”.

 Molto toccante la testimonianza di Simona Miriello, figlia di Franca Morelli, volontaria dell’Unitalsi, una delle 13 vittime: “Ricordo mia madre come una donna umile, a lei devo tutto perché mi ha lasciato grandi insegnamenti, e spero che da lassù sia orgogliosa di me.

Resta un po’ un senso di ingiustizia, perché secondo me era una tragedia che si poteva evitare, ma il destino ha voluto diversamente: ora abbiamo pero’ 13 angeli in più’ che vegliano su di noi”.

Molti i rappresentanti istituzionali presenti alla cerimonia: tra questi, il presidente del Consiglio regionale, Domenico Tallini, il sindaco di Soverato Ernesto Alecci, Giuseppe Pisano, in rappresentanza della Provincia, Danilo Russo in rappresentanza del Comune di Catanzaro, il dirigente generale della Protezione civile regionale, Fortunato Varone.

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