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VALLEFIORITA, NUOVO LOOK PER LA CHIESA MATRICE


Svelate e benedette statue di San Rocco e di San Sergio collocate all’interno delle due nicchie poste sulla facciata principale dell’edificio di culto. Ma è polemica fra Tallini e Bruno

Articolo e foto di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud, 25 ottobre 2018)

VALLEFIORITA (CZ) –  26 OTTOBRE 2018 – Dopo il completamento dei lavori per il recupero e la messa in sicurezza della chiesa matrice di Vallefiorita, ha avuto luogo lo svelamento e la benedizione delle statue di San Rocco e di San Sergio. Si tratta di due opere in marmo, che raffigurano rispettivamente il santo patrono della cittadina e quello a cui è dedicata la chiesa parrocchiale, e che sono state collocate all’interno delle due nicchie poste sulla facciata principale dell’edificio di culto.

 La cerimonia ha coinciso con la conclusione dei lavori di consolidamento della struttura, la sua messa in sicurezza e il recupero degli affreschi della chiesa, realizzati grazie all’impegno della Provincia di Catanzaro e del suo presidente Enzo Bruno, che è riuscito ad ottenere un finanziamento regionale di 180 mila euro.

Presenti anche i tecnici responsabili dei lavori, architetto Claudio Bongarzone e ingegnere Giuseppe Capone, il vicario generale dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, mons. Gregorio Montillo, che ha benedetto le due statue, ha parlato di evento non solo ecclesiale, ma anche culturale e storico.

 «La chiesa parrocchiale – ha sottolineato – è il fiore all’occhiello di un paese, un biglietto da visita. Oggi a Vallefiorita si presenta vestita a nuovo e splendente nella magnificenza delle decorazioni e della facciata».

 Il parroco don Alessandro Iannuzzi ha salutato con compiacimento la posa e la benedizione delle statue dei due santi, «collocate a salvaguardia e a tutela di tutti i vallefioritesi».

 Il presidente Bruno ha spiegato che i lavori di ristrutturazione della chiesa hanno riguardato la sistemazione delle parti ammalorate che rischiavano di provocare ulteriori situazioni di pericolo nell’unico luogo di culto del paese. Sono stati svolti interventi nelle due cappelle, agli affreschi, ai bassorilievi ed è stato attuato il risanamento strutturale della volta e del campanile.

 «Tutte opere – ha concluso il presidente della Provincia – che rappresentano una risposta alle tante sollecitazioni pervenute dal parroco e dai cittadini».

 Intanto, in merito alla ristrutturazione della chiesa San Sergio e Soci di Vallefiorita, il consigliere regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia Domenico Tallini ha dichiarato: «Crediamo che neanche Papa Francesco, con la sua straordinaria semplicità, approverebbe l’operazione spericolata del presidente uscente della Provincia Enzo Bruno che ha utilizzato per la ristrutturazione della chiesa del suo paese, Vallefiorita, l’importo di 180 mila euro, fondi destinati originariamente per la lotta al dissesto idrogeologico e già inseriti nel Decreto Soverato».

 «Non è bastata la ristrutturazione effettuata con i fondi del dissesto idrogeologico – aggiunge Tallini – che con disposizione del presidente Bruno del 9 ottobre scorso, appena qualche giorno fa, è stato utilizzato anche il ribasso dell’appalto per l’acquisto di due costose statue in marmo di Carrara».

 Dall’amministrazione provinciale di Catanzaro si precisa che «la richiesta di contributo per la messa in sicurezza della chiesa parrocchiale di Valleriofita è arrivata sul tavolo della presidenza della Provincia di Catanzaro nel 2015, e porta la firma del parroco pro tempore, don Marcello Froiio. L’amministrazione provinciale di Catanzaro, guidata da Enzo Bruno, non ha fatto altro che attivarsi per fare fronte alle precarie condizioni strutturali della chiesa di Vallefiorita, in seguito ai danni subiti dall’alluvione del 2000.

 La Provincia nello specifico è risultata assegnataria di risorse assegnate con decreto dirigenziale della Regione Calabria recante “legge n.365 dell’11 dicembre 2000”.

 L’appalto è stato affidato con ribasso del 30 per cento, per cui finiti i lavori previsti, in seguito ad una perizia aggiuntiva sono stati realizzati importanti lavori suppletivi che hanno consentito il recupero della facciata.

 E le statue sono una scelta tecnica adottata a protezione delle nicchie presenti, che una volta impermeabilizzate e messe in piano, sono protette da ulteriori infiltrazioni proprio dalle statue».

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