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VALLEFIORITA (CZ) – “T’AMO DA MORIRE”, UNA PIÈCE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE


Consensi per la rappresentazione teatrale proposta dalla Compagnia degli Erranti

 di REDAZIONE

VALLEFIORITA (CZ) –  28 NOVEMBRE 2017 –  Si è svolta sabato 25 novembre al teatro di Vallefiorita, la pièce “T’amo da morire” della Compagnia degli Erranti di recentissima costituzione.

 La compagnia teatrale, composta da donne e uomini uniti dal piacere della lettura e della scrittura, ha portato in scena uno spettacolo teatrale con testi liberamente tratti dal libro “Ferite a morte”di Serena Dandini e passi del libro “Chiamarlo amore non si può’.

 Letture appassionate e parole recitate che hanno colpito il numeroso pubblico presente. La sala, gremita di donne, bambini e, aspetto simbolicamente significativo, uomini di ogni età, ha accompagnato con una intensa partecipazione emotiva quanto le attrici della Compagni degli Erranti stavano proponendo.

 Racconti di femminicidio, di donne barbaramente uccise, di quella violenza strisciante che, purtroppo, ancora oggi, domina le cronache quotidiane. 

 Patrizia Fulciniti e Franco Procopio, che hanno coordinato la pièce teatrale, hanno tenuto a precisare che quello messo in scena è stato un lavorolungo e tenace che è ruotato attorno ai corpi, ai gesti, alle parole.

 Il rosso ed il nero sono stati i colori sempre presenti nelle diverse interpretazioni. Colori che hanno accompagnato, assieme alle musiche, le parole, gli accenti, i silenzi, i respiri e le grida delle donne rappresentate.

 Le storie narrate non hanno trascurato nessun aspetto della femminilità: da personaggi dell’alta borghesia milanese o dell’estrema periferia romana,” a “cretinette” con tacco sei, strangolate con un foulard griffato o accoltellate ripetutamente; da Caltanissetta a Calcutta.

 Nel cast hanno fatto parte Stefania Anastasio, Rosa Cantaffa, Rosaria Catroppa, Emanuela Mercurio, Micaela Papa, Antonella Scarpino e anche due bambine, Benedetta Megna ed Oana Tot della Biblioteca Errante di Vallefiorita, Infine, la partecipazione di Gianni Paone, unico uomo nello spettacolo, a rappresentare la speranza che nessun uomo possa esercitare violenza e sopraffazione su una donna.

 A conclusione dello spettacolo, un prolungato applauso ha accompagnato il saluto della Compagnia degli Erranti che ha ribadito l’impegno nella realizzazione di nuovi spettacoli teatrali in previsione anche del nuovo anno. 

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