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VALLEFIORITA (CZ) – MINACCIA MOGLIE E FIGLIO, ALLONTANATO


Donna, in una denuncia presentata ai carabinieri, ha riferito di quotidiane offese e maltrattamenti anche fisici subiti per opera del marito, specialmente quando questi abusava di sostanze alcoliche

di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud, 26 novembre 2017)

VALLEFIORITA (CZ) –  28 NOVEMBRE 2017 –  Nella giornata contro la violenza sulle donne, da Vallefiorita giunge la notizia che i carabinieri della stazione di Squillace hanno proceduto all’esecuzione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare a carico di un uomo per minacce e maltrattamenti verso la moglie e il figlio.

La donna, in una denuncia presentata ai carabinieri, ha riferito di quotidiane offese e maltrattamenti anche fisici subiti per opera del marito, specialmente quando questi abusava di sostanze alcoliche.

Una serie di vessazioni avvenute, nella casa familiare di Vallefiorita, anche alla presenza del figlio, a sua volta, in qualche occasione, picchiato e offeso dal padre.

Si è appreso che la donna ha sempre evitato di denunciare l’uomo nella speranza di risolvere la situazione: sei anni fa lo denunciò, ritirando poi la querela; ma la recrudescenza delle aggressioni verbali da parte dell’uomo ha spinto poi la donna a sporgere querela nello scorso mese di settembre, anche perché l’uomo aveva minacciato di ucciderla e, in una circostanza, aveva chiuso la porta di casa lasciandola fuori.

Le liti sono andate avanti per anni, tanto che anche le testimonianze raccolte dagli investigatori hanno confermato la descrizione di un rapporto coniugale contraddistinto da violenze continue, in un clima di sottomissione.

Ciò ha portato, dunque, la donna a rivolgersi ai carabinieri, le cui risultanze sono state pienamente condivise dal Gip del Tribunale di Catanzaro Francesca Pizii, così come richiesto dal Pm della Procura della Repubblica Anna Chiara Reale.

Il provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria fa obbligo all’uomo di lasciare immediatamente la casa familiare con divieto di farvi rientro e di accedervi senza l’autorizzazione del giudice, divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese e divieto di comunicazione con qualsiasi mezzo. 

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