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USI CIVICI CONTESI, TRA BORGIA E SQUILLACE SPIRANO “VENTI DI GUERRA”


Si prospetta una vertenza tra le due amministrazione su alcune proprietà demaniali. Dopo che il sindaco squillacese ha dichiarato di vantare diritti, la giunta comunale borgese ha nominato un legale di fiducia

di Franco POLITO

PRESERRE (CZ) –  5 SETTEMBRE 2020 –  Usi civici contesi tra civiche amministrazioni, spirano venti di guerra istituzionali e, soprattutto, giudiziari. 

La “mina” è stata innescata lo scorso mese di marzo . A quel tempo il sindaco di Squillace, Pasquale Muccari, nell’ambito dell’azione di mappatura e riordino territoriale della proprietà del Comune come atto propedeutico alla realizzazione del Piano Strutturale Comunale, aveva scritto al primo cittadino di Borgia Elisabeth Sacco.

«Questa amministrazione comunale  –  sottolineava Muccari citando fonti e documenti  – ha in atti prove documentali che nel territorio del comune di Borgia insistono aree di proprietà della città di Squillace ai sensi del decreto del commissario del re Angelo Masci datato 23 marzo 1811».

Fatta la premessa, Muccari nella missiva invitava il responsabile tecnico del Comune di Borgia a non rilasciare «certificati di destinazione urbanistica sulle aree gravate da usi civici attribuite a questa Amministrazione dal richiamato decreto».

In quel di Borgia, incassate le pretese squillacesi, sono andati al “contrattacco”.

Il sindaco Elisabeth Sacco e la giunta comunale non sono per niente disposti ad accettare  le richieste “mollando” terreni e diritti.

Tant’è che  hanno provveduto a nominare come legale di fiducia del Comune un esperto di usi civici.

La scelta  è caduta sull’avvocato Lidia Cervadoro.

Perché «provveda  – è scritto nella delibera di Giunta che le ha conferito l’incarico –  previa valutazione delle condizioni per la proposizione del giudizio, a tutelare le ragioni di questo Ente, conferendogli il potere di opporsi e compiere tutti gli atti necessari a tutela dell’Ente impugnando tutti gli atti annessi e connessi alla deliberazione del Comune di Squillace n. 61/2020».

Messaggio chiaro all’indirizzo dei dirimpettai. E non è di sicuro un “messaggio di pace”.

Anche perché Muccari nella lettera di marzo concludeva che «sarà sua cura «dare impulso agli adempimenti necessari e consequenziali per concretizzare i diritti acquisiti dai miei concittadini».

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