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URGE DECRETO PER SCONGIURARE CHE I TITOLI DI CREDITO SCADUTI O INSOLUTI VENGANO PROTESTATI


Riceviamo e pubblichiamo:

LAMEZIA TERME (CZ) –  28 MARZO 2020 –  La pandemia che ormai ha invaso tutto il globo sta causando gravissime conseguenze, lasciando un grande vuoto per quanto riguarda le perdite di persone care, ma anche di attività economiche.

Si vedono tutti i giorni nei vari Tg nazionali e regionali, immagini strazianti, veri e propri bollettini di guerra che lasciano in uno stato di smarrimento, seguiti da comunicati stampa, decreti ed emendamenti, i vari “cura Italia”, che generano tanta confusione.

Sicuramente, al momento, la priorità è quella di salvare quante più vite possibile, ma purtroppo occorre anche procedere, non per cinismo, alla salvaguardia di tutto ciò che concerne la sopravvivenza futura.     

Ancora non si è sentito nulla riguardo i vari titoli di credito che sono in scadenza o addirittura già scaduti, prassi comune di pagamento per le imprese e tutte le partite IVA.

A tal proposito per evitare una catastrofe commerciale è di fondamentale importanza redigere con urgenza, per non far saltare tutto ciò che riguarda il commercio, l’artigianato e la piccola impresa, un decreto atto al congelamento di tali titoli esecutivi.

I flussi di capitale in uscita che ogni impresa sostiene, dovrebbero essere compensati da quelli in entrata e considerando, già tutte le difficoltà che stiamo vivendo in condizioni normali, queste attività menzionate non avranno i fondi per assolvere alle scadenze prossime, molte saranno con titoli di credito, e considerando il fatto che l’impagato rappresenterebbe un protesto con le conseguenze del caso, ogni attività sarà destinata alla chiusura.

Onde evitare tutto ciò bisognerebbe congelare tutti i titoli di credito, cambiali, tratte e assegni, presso le banche, per poi pagarli non appena questa pandemia ci darà tregua.

Ovviamente non conoscendo la durata di questa emergenza che ha bloccato le attività commerciali, questa situazione potrebbe riferirsi a diverse scadenze per diversi “fine mese”, quindi l’ipotesi proposta è quella di procedere con il pagamento entro il temine di 60 giorni, così come avviene per gli assegni impagati in prima presentazione, per le scadenze di fine marzo, entro 90 giorni quelle di fine aprile, e così via, per consentire il recupero di tali scadenze ed il loro effettivo e possibile adempimento.

Possiamo prevenire il problema ed evitare a tante piccole e medie imprese un ulteriore mortificazione. Sarebbe necessario tenere presente che non appena tutto finisce, e mi auguro al più presto, il mercato al dettaglio avrà bisogno di tempo per ripartire.

Un ringraziamento va fatto alle associazioni di categoria che si sono già espresse a tale riguardo e di tutte le forze politiche che hanno dato voce all’esercito delle partite IVA.

Si legge nei vari decreti l’accesso facilitato al credito attraverso le garanzie dello Stato, ma come si potrà accedervi se i richiedenti saranno per lo più protestati, quindi clienti indesiderati per gli istituti di credito?

Nella speranza che tutto questo, a cui nessuno era preparato, possa terminare al più presto, e che tutte quelle immagini restino un amaro ricordo, teniamo vivo il vero valore importante, quello umano.

Dott. Stefano Rocca, Vicepresidente Lamezia Shopping

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