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“URBI ET ORBI”, RESPINTO RICORSO DELLA PROCURA: MALTA RESTA LIBERO


Nicola Malta

Cassazione dà ragione al sindaco di Olivadi e all’ex responsabile dell’Uffico Tecnico di Palermiti, Valentino: niente nuovo divieto dimora per il primo e domiciliari per il secondo 

Fonte: Ed. COR. (LANUOVACALABRIA.IT) 

PRESERRE (CZ) – 1 GIUGNO 2021 –  Tutto confermato come dal Tribunale della libertà: la Quinta sezione della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla Procura di Catanzaro contro la decisione del Tribunale del Riesame che, a novembre scorso, non aveva ravvisato la gravità indiziaria nei confronti del sindaco di Olivadi, Nicola Malta, e nei confronti dell’ex responsabile dell’Ufficio tecnico di Palermiti, Ubaldo Valentino (per un totale di sei capi di imputazione).

Entrambi sono indagati nell’ambito dell’indagine “Urbi et Orbi”, un blitz su un presunto giro di appalti truccati ad Olivadi ma con occhi puntati anche su Palermiti e Centrache.

Il sostituto procuratore Veronica Calcagno  ai giudici romani aveva chiesto l’annullamento dell’ordinanza del Tdl e il conseguente ripristino della misura applicata a ottobre 2020, ovvero il divieto di dimora per Malta (ora in libertà) e gli arresti domiciliari per Valentino (ora obbligo di dimora a Davoli).

D’accordo il Procuratore Generale che in sede di requisitoria aveva chiesto l’accoglimento del ricorso. Gli Ermellini, dal canto loro, hanno dato ragione alle tesi dei difensori di Malta (gli avvocati Giovanni Caridi e Domenico Cortese) e di Valentino (avvocati Vittorio Ranieri e Felice Siciliano) che avevano invocato sin dall’inizio l’inammissibilità del ricorso della Procura, chiedendo in seconda battuta il rigetto.

Secondo il teorema accusatorio, Malta e Valentino avrebbero prima turbato la procedura selettiva per l’affidamento in regime di somma urgenza di lavori di manutenzione straordinarie di immobile e strutture di proprietà comunale attraverso la revoca della determinata della selezione a cui avevano partecipato due imprese.

Subito dopo, il Comune ha affidato i lavori direttamente ad una delle due imprese che aveva partecipato alla gara e di proprietà di Fabrizio Vito Paparazzo (indagato nella vicenda).

Nei confronti di Valentino, inoltre, la Procura chiedeva l’annullamento dell’ordinanza del Riesame che aveva fatto cadere la gravità indiziaria anche per altri capi d’imputazione.

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