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“UN’AUTOSTRADA VERSO IL CIELO”, DON ROBERTO CORAPI AFFIDA I BAMBINI E I GIOVANI DI AMARONI A CARLO ACUTIS


Il giovane parroco: “L’ho conosciuto cinque anni fa. Voglio dedicargli l’oratorio e il catechismo

di Franco POLITO

AMARONI (CZ) –  1 NOVEMBRE 2020 –  Un ragazzo divenuto. Un beato che era un ragazzo  e un bambino tra i bambini e i  ragazzi.

Carlo Acutis, recentemente beatificato da Papa Francesco, anche per le nuove generazioni di Amaroni diviene una figura di imitare.

Il parroco don Roberto Corapi lo pone, infatti, come esempio massimo da seguire.

Il sigillo oggi, festa di Ognissanti, durante la solenne celebrazione eucaristica nella chiesa matrice di Santa Barbara Vergine e Martire.

Il giovane sacerdote affida i “suoi” piccoli e i “suoi” giovani alla protezione di Carlo.

Lo fa svelando il personaggio «che ci accompagnerà nel corso di quest’anno» sottolinea.

Il legame fra don Roberto e il Beato Carlo è particolare. Correva l’anno 2015. A quell’epoca il religioso esercitava il ministero a Stalettì. E proprio in quelle contrade propose la Mostra Internazionale dei Miracoli Eucaristici ideata e realizzata dall’allora Servo di Dio Carlo Acutis

«L’ho conosciuto proprio cinque anni fa  – racconta don Roberto -. Ora qui ad Amaroni voglio dedicare l’oratorio e il catechismo a lui che è morto all’età di 15 anni per leucemia fulminante.  

Carlo era talmente  innamorato dell’eucarestia che a sette anni chiese di fare la prima comunione.

Da piccolo ha compiuto innumerevoli gesti di carità. Innamorato di Gesù partecipava quotidianamente alla santa messa. Affermava che “l’ eucarestia è l’autostrada per il cielo”».

Don Roberto insiste con il racconto: «”Non io ma Dio” diceva ai suoi coetanei. Ha usato i social per divulgare i miracoli eucaristici e inventato proprio una Mostra itinerante.

Per tutti noi diventa un santo feriale da imitare ed io oggi, in un periodo in cui si fa un abuso di internet, che informa ma non forma, voglio che Carlo diventi una figura da imitare per Amaroni e per tutti i ragazzi.

Carlo quando ha scoperto la leucemia fulminante a soli tre giorni dalla morte offrì le sue sofferenze per il Papa e per la Chiesa. Che figura straordinaria».

Sì, una figura straordinaria. Il sacerdote lo invoca «a pregare e proteggere da lassù i nostri bambini, i nostri ragazzi e tutta Amaroni».

La conclusione è la richiesta di aiuto contro la pandemia. «Se puoi, distruggi questo virus invisibile E pericoloso».

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