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“UNA VITA TRA PASSIONE E LAVORO”, PRESENTATO A MONTEPAONE IL LBRO DI PINO VISCOMI


Opera autobiografica rappresenta il culmine di un percorso umano e lavorativo estremamente teso alla realizzazione di obiettivi e di sfide che Pino si è posto fin da giovane

di REDAZIONE 

MONTEPAONE (CZ) –  8 AGOSTO 2020 –  Si è svolto lo scorso 3 agosto,  presso la Sala Consiliare di Palazzo Cesare Pirrò, la presentazione del libro “Una vita tra passione e lavoro” del concittadino Giuseppe Viscomi organizzata dall’Associazione Culturale Riviviamo Montepaone, con il patrocinio del Comune di Montepaone.

Presenti al tavolo dei relatori il presidente dell’Associazione Anna Migliano, il Sindaco di Montepaone Mario Migliarese, l’autore Giuseppe detto Pino Viscomi e Tonino Colloca nelle vesti di moderatore del dibattito.

L’opera autobiografica rappresenta il culmine di un percorso umano e lavorativo estremamente teso alla realizzazione di obiettivi e di sfide che Pino si è posto fin da giovane.

Nella prima parte del libro l’autore racconta la propria storia, fatta di partenze e di ritorni, di impegno e di duro lavoro.

Pino parte da Montepaone non ancora maggiorenne a ridosso della fine degli anni ’70, lascia la famiglia d’origine per trasferirsi a Milano, in cerca di lavoro. Non un lavoro qualunque però, perché Pino, nonostante la giovane età, sente di essere animato da precise attitudini e di avere determinate predisposizioni.

Saranno queste attitudini e predisposizioni, ovvero l’amore per il mondo dell’alimentazione e le capacità manuali – queste ultime molto probabilmente ereditate dal padre, abile intagliatore – a guidarlo durante tutto il corso della vita.

Fin dalla prime pagine del racconto, quando Pino parla del proprio mestiere, ciò che traspare non è tanto la fatica o l’enorme peso dei sacrifici sostenuti, ma bensì la passione che lo anima, e che lo spinge a porsi nuove sfide, nuovi traguardi, a esplorare nuovi mondi come quello delle competizioni e delle mostre gastronomiche; quella passione che lo spinge a migliorarsi, ad investire continuamente su se stesso, a formarsi professionalmente per non sentirsi “mai arrivato.” La storia di Pino, non è storia del singolo, ma è storia comune.

E’ una storia in cui si condensano e trovano ampio riconoscimento due concetti che possiamo riassumere citando due massime; la prima è: “conosci te stesso!”. Imperativo socratico che esorta gli individui a compiere un viaggio introspettivo per individuare potenzialità e limiti. Non è forse vero che spetta a ciascun individuo scoprire quello che si è, quelle che sono le proprie qualità e vocazioni, e i limiti da superare per vivere nel modo migliore?

La secondo massima ci porta a Confucio ed è la seguente:” Scegli un lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno in tutta la tua vita.” Leggendo l’autobiografia emerge forte ed incontrata la passione del protagonista per il proprio mestiere. Ma Pino non è mosso solo da questa passione. Nel libro sono continui i rimandi alla terra d’origine, al caro paese, che lo stesso autore definisce “piccolo ma grande.”

Anche se Milano lo ha reso celebre, offrendogli accoglienza e tante opportunità di lavoro, il caro paese natio resta sullo sfondo. Pino culla il desiderio di un ritorno e così sarà. Il ritorno durato 7 anni, rappresenterà una pagina della storia non solo del protagonista, ma di Montepaone stesso.

 L’apertura del celebre locale Birreria Paninoteca ’84 è rimasta infatti nella memoria collettiva. Tante le emozioni che ruotano intorno al locale, il riconoscimento tributato dai compaesani e dagli avventori provenienti dai paesi limitrofi, dalle ragazze e giovani donne e dalle comitive di quegli anni che lo animavano fino a tarda notte.

Nel libro sono tanti gli aneddoti e i ricordi che riaffiorano, che emozioneranno il lettore quando si riportano alla luce quegli anni, ormai così diversi da questi dell’epoca attuale.

Sulla scia di queste emozioni, si realizza un vero e proprio scambio osmotico tra Pino e il paese, fatto di riconoscenza, di ricordi, di gratitudine, di gesti e di aneddoti rimasti nella memoria, di affetto immutato.

Il libro di Pino intende rendere omaggio a questo scambio continuo, ma non solo; nel suo piccolo prova a farci capire l’importanza della gratitudine, del coraggio, delle scelte difficili che vanno intraprese, del ruolo del destino o della fortuna quali fili conduttori nella vita degli uomini: “… chissà se abbiamo ognuno il suo destino o se siamo tutti trasportati in giro per caso come da una brezza… ma io credo, può darsi le due cose, forse le due cose capitano nello stesso momento”. ( cit. film Forrest Gump). 

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