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UN ANTICORPO CONTRO IL CORONAVIRUS: RACCONTARE, ILLUSTRARE E DIFFONDERE AMORE


L’Associazione “Cercando Fabrizio e…” invita a partecipare al premio letterario nazionale “Caro Fabrizio, ti racconto di un amore”

di REDAZIONE

PRESERRE (CZ) –  9  APRILE 2020 –  L’emergenza Covid-19 ha stravolto le vite di tutti. Abitudini cambiate, possibilità di spostarsi ridottissime. Ancora: annullati eventi e  incontri, scuole chiuse,  niente cinema e teatro, no abbracci e strette di mano. «Ma l’amore non lo ferma nessuno!».

In questi giorni senza abbracci e manifestazioni di affetto ai  nostri cari e agli eroi di questo periodo difficile, a chi non ce l’ha fatta e a chi sta combattendo con grandi difficoltà,  raccontare l’amore convertendo gli abbracci in parole ci arricchisce e diventa linfa di speranza per chi li scrive e per chi li riceve. 

Si avvicina la Pasqua, per noi la quindicesima senza gli abbracci di Fabrizio. Ma gli oltre 1200 racconti,  il libri “Il Falco e l’altalena” e “CercandoFabrizio”, oltre ad essere una dichiarazione d’amore,  rendono vivo e presente  non solo Fabrizio  ma tutti gli scomparsi.

 Vi ringrazio per il sostegno e l’attenzione e auguro a tutti  una Pasqua di resurrezione e di ritorno  alla normalità più forti e ricchi di grande umanità.    #lamoreVincerà   . #distantimauniti    #Andràtuttobene #contagidiamore #iorestoincasa

  Con queste parole piene di speranza Caterina Migliazza, orginaria di Girifalco, la mamma di Fabrizio Catalano, il diciannovenne di Collegno sparito ad Assisi il 21 luglio 2005, invita a partecipare alla sesta edizione del premio letterario in memoria del figlio Caro Fabrizio ti racconto di un amore“.  

Il bando – in scadenza il 30 aprile 2020 – e le modalità di partecipazione sono visionabili sul sito web www.fabriziocatalano.it   Scarica il bando 

“Caro Fabrizio, ti racconto di un amore” è un concorso di narrativa aperto ad adulti e piccini, a chiunque voglia illustrare, esprimere e imprimere su carta, in forma scritta oppure illustrate, un amore da raccontare a Fabrizio immaginandolo come interlocutore e confidente. Fabrizio, infatti, amava la scrittura e proprio attraverso il linguaggio poetico e magico delle parole, sapeva esprimere il suo mondo interiore di forza e generosità, apertura e accoglienza.

 «Lasciamoci contagiare dall’amore,  perché  è l’unico potente, infallibile “anticorpo” contro ogni virus» afferma la mamma di Fabrizio nonché autrice del libro “Il Falco e l’altalena:  La storia di una madre per un figlio scomparso”.  

Come scrive una lettrice:” Il Falco e L’ Altalena è una bellissima storia d’amore, un viaggio che con profonda dolcezza ti prende per mano.Nina ti porta nel paese dei -pacci- dove il pettegolezzo poteva ucciderti, ma l’umanita’ poteva salvarti. Girifalco, analogia del falco mentre l’altalena esprime con un’immagine potente la sospensione tra il dolore e la gioia, l’attesa e l’angoscia, il battito dei cuori di tutte le mamme che insieme  dondolano tra la speranza e la sofferenza”   

«Ascoltiamo il cuore,  raccontiamo, illustriamo l’amore,  dando sfogo a tutta la nostra fantasia che trasforma i sentimenti di rabbia e frustrazione di questi momenti, così difficili, in un bagno irreale e terapeutico» prosegue Caterina, che poi lancia un appello: «Approfittiamo di questo tempo, attenendoci a quelli che sono i consigli e i protocolli, per leggere, ascoltare e fare musica, disegnare, raccontare e scrivere quella lettera all’amica, alla mamma, al papà, nonni, a … Quella lettera mai spedita e mai ricevuta, con amore e per Amore, che diventerà  “lo scrigno d’amore ai tempi del Covid19” ».

 L’Associazione, come modo per far sentire la sua vicinanza a tutti gli interessati, è disponibile a video conferenze su Skype, whatsapp, al  telefono per fornire il supporto necessario per preparare gli elaborati da mandare al concorso. Mettendosi in contatto con “Cercando Fabrizio e…”, inoltre, sarà anche possibile leggere qualche breve racconto delle edizioni precedenti.

 I DATI DEGLI SCOMPARSI IN ITALIA

Secondo il dato più aggiornato contenuto nella relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, in Italia, dal 1° gennaio 1974 al 31 dicembre 2019, sono 61.036  le persone italiane e straniere ancora da rintracciare e 2665 sono i cadaveri senza nome che giacciono negli obitori, di cui 1747 connessi al fenomeno migratorio (dato suscettibile di aggiornamento).

«Si tratta di numeri in crescendo che stridono in questi giorni e amplificano l’angoscia che solo messaggi d’amore e di speranza mettono a tacere. Che il contagio d’amore sia virale» conclude Caterina.   

Per info :  www.fabriziocatalano.it 

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