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UN ALBERELLO D’ULIVO AI BIMBI DI AMARONI, DON ROBERTO MANTIENE LA PROMESSA


Amaroni, il giardino di "Casa Maria"

Domani verranno puntati 14 giovani piante: tante quanti i ragazzi che a ottobre scorso hanno ricevuto la prima comunione

di Franco POLITO

AMARONI (CZ) –  29 MAGGIO 2021 –  Una promessa va sempre mantenuta.

Don Roberto Corapi, parroco ad Amaroni da luglio scorso, è stato di parola.

E così, domani, ci sarà la “Giornata dell’alberello d’ulivo”.

Iniziativa con tanto di simbologia dentro e socialità fuori, saranno coinvolti i 14 bambini che hanno ricevuto la prima comunione lo scorso anno.

«Piantiamo un alberello di ulivo e costruiamo la pace intorno a noi», sottolinea don Roberto.

L’obiettivo? Il coinvolgimento di ragazzi e famiglie per lanciare messaggi di speranza nel mondo che verrà.

«Ho promesso ai bimbi  – spiega il sacerdote –  che avrei piantato a “Casa Maria”, dove risiedo con la casa canonica, 14 alberelli di ulivo, come 14 sono loro, e ogni albero porterà il loro nome».

L’iniziativa, causa emergenza Virus, verrà “sdoppiata”: si comincia alle ore 11.30, con i primi 7 ragazzi,  per proseguire alle ore 17 con gli altri  sette.

«Con tutti loro –  aggiunge don Roberto –  avevo assunto questo impegno solenne ad ottobre scorso quando ricevettero la prima comunione, la mia prima funzione da parroco, la mia prima comunione nella comunità del miele».

Chiaro l’intento del religioso: farli crescere con il senso di appartenenza all’intero stabile di “Casa Maria”, la casa dove troverà accoglienza chi bussa per qualsiasi cosa.

E saranno proprio i ragazzi, insieme a don Roberto e alle catechiste, a puntare l’alberello di ulivo che porterà il loro nome.

Tutto lì? Assolutamente no. Perché sarà loro impegno prendersene cura «diventando i custodi del giardino di “Casa Maria”» avverte il giovane parroco.

Che si proietta ad un’altra promessa. Quella fatta a tutta Amaroni.  Avverrà a luglio la dedica dello stabile di “Casa Maria” ai sacerdoti defunti del posto.

Pastori che don Roberto ha amato e ricordato fin dal suo ingresso nella comunità amaronese.

«Perché, per essere credibili e sinceri, le promesse vanno espresse con e mantenute con altrettanta festosità», parola di don Roberto Corapi. 

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