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TUTTO IL TEATRO NEL LIBRO “MIMO E MASCHERA”


Presentazione al Politeama di Catanzaro  durante talk  – convegno sulle problematiche legate alla figura dell’attore

Articolo e foto di Gianni ROMANO

CATANZARO – 15 DICEMBRE 2018 – Oggi, alle ore 19.00,  al Teatro Politeama di Catanzaro su svolgerà un Talk –  Convegno per affrontare e approfondire le tematiche dell’attore, della recitazione, della drammaturgia contemporanea, partendo da quello che è considerato il simbolo per eccellenza del teatro, e cioè la Maschera.

 A condurre il dibattito sarà la giornalista Carmen Loiacono. Interverrà a relazionare il Prof. Alessandro Tinterri, professore associato di Storia del teatro e dello spettacolo e, in affidamento, Storia e critica del cinema presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Perugia, attualmente Dipartimento di Lettere-Lingue e Storia delle civiltà antiche e moderne.

I temi del convegno saranno integrati dalla presentazione del libro “Mimo e maschera. Teoria, tecnica e pedagogia teatrale tra Mimo Corporeo e Commedia dell’Arte”. Presenti i due autori del libro Michele Monetta e Giuseppe Rocca. Questo è un libro di formazione sul mimo.

Ma il mimo di cui tratta non è quello imitativo-narrativo della pantomima, ma quello che Étienne Decroux chiamava “corporeo”, soprattutto perché contempla nell’azione tutta la figura e principalmente il tronco (che, per Decroux, è costituito da testa-collo-petto-cintura- bacino ed è la parte pesante e più difficile da articolare), mettendo in secondo piano le mani, le braccia e la mimica facciale, parti adatte al descrittivo (e, infatti, Decroux definiva il volto e le mani “strumenti della menzogna”).

È, insomma, l’arte dell’espressività e della libertà della persona. E persona qui è non solo l’individuo fisico, ma anche quello che dice la sua etimologia e cioè maschera. Maschera di Commedia dell’Arte, ma anche maschera come attitudine, postura, modo di configurare la colonna vertebrale.

La pedagogia teatrale di Michele Monetta attua una minuziosa analisi delle posture, delle articolazioni, dei passi e di quasi tutti i movimenti fondamentali del nostro corpo. Queste tecniche di scomposizione e di riattivazione consapevole sono qui esposte in una sorta di grammatica e di sintassi, facilitate dai numerosi disegni e schemi inseriti nel testo.

Quanti di noi (uomini comuni o anche attori) si chiedono come si sta in piedi o come si trasla il peso da una gamba all’altra? Sono quasi degli assiomi: delle cose che si sanno senza bisogno di dimostrazione. E, invece, questo libro ci conduce per mano a considerare e – attraverso l’esperienza – a essere consapevoli della macchina, fisica ed espressiva, del nostro corpo.

Michele Monetta, allievo di Étienne Decroux, è un regista e un attore teatrale. Ha fondato a Napoli, con Lina Salvatore, l’I.C.R.A. Project, l’unica Scuola di Mime Corporel in Italia.

Attualmente è docente all’Atelier Rudra-Béjart di Losanna, all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma e alla Scuola del Teatro Nazionale di Napoli. Giuseppe Rocca è laureato in Lettere e diplomato in Regia all’Accademia Silvio d’Amico, dove ha tenuto la cattedra di Storia dello Spettacolo.

Ha insegnato inoltre all’Accademia di Belle Arti di Napoli. È regista e autore teatrale e radiofonico. Come sceneggiatore ha vinto due volte il Premio Solinas, Le Manuscript de Vercorin, il Premio Moravia, il Premio Flaiano e il Premio Bufalino. 

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