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TREMILA ABBRACCI PER STEFANIA, CRISTIAN E NICOLÒ


Celebrati i funerali della mamma e dei suoi due figlioletti travolti dalla piena durante l’alluvione della scora settimana

di REDAZIONE

GIZZERIA (CZ) – 13 OTTOBRE 2018 – Si sono tenuti all’aperto, in un’area adiacente la Chiesa di Santa Caterina di Gizzeria (Catanzaro), i funerali di Stefania Signore (30 anni) e dei figlioletti Cristian (7 anni) e Nicolo’ Frijia (2 anni), le tre vittime dell’alluvione che lo scorso 4 ottobre ha flagellato la Calabria.

La decisione di tenere i funerali all’aperto e’ stata dettata, anche in considerazione della giornata di sole, dall’esigenza di consentire il massimo afflusso alle esequie, tanto e’ vero che si prevedono tremila persone per l’ultimo saluto alla giovane mamma e ai due piccoli figli.

Nell’area dei funerali, in un clima di silenzio e di profondo dolore e commozione, sono presenti diversi concittadini delle tre vittime (sono state  calcolate tremila persone), che  si sono stretti al marito di Stefania e padre dei due bambini, Angelo Friija: il corteo funebre prima di arrovare nell’area predisposta per i funerali,  e’ passato da casa Frijia, non distante dal luogo delle esequi. 

Dietro il palco allestito per la celebrazione liturgica campeggia uno striscione in omaggio a Stefania e ai figlioletti che recita “… E se tu guardi su sono le cose piu’ belle a far brillare le stelle”.

A presiedere la cerimonia  il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Luigi Cantafora. Molti i volontari della Protezione civile, impegnati soprattutto nelle ricerche del corpicino di piccolo Nicolo’, recuperato solo ieri, presenti nell’area dei funerali.

  “Credere che la morte  – ha detto Cantafora nell’omelia – non e’ l’ultima parola, credere che attraverso le vicende dolorose, gli strappi violenti che subiamo, il Signore ci e’ accanto, e’ presente, e’ vicino alle nostre ferite e ci conduce a condividere la sua stessa vita col Padre, la comunione con Lui. Il Signore condivide con noi il nostro dolore”.

Che ha aggiunto: “E’ il tempo in cui il dolore ha bussato alla porta ma e’ soprattutto il tempo della fede nuda. La morte e’ venuta come un ladro, all’improvviso, ma certamente Stefania, Cristian e Nicolo’ sono nella pace. Le loro lacrime si sono unite a quella terra che li ha coperti. Le loro voci sono state come tuoni in quella tempesta. Ora “nessun tormento li tocchera”.

Rivolto poi ad Angelo Frija, marito di Stefania e padre dei due bambini morti nel nubifragio, ed agli altri familiari, monsignore Cantafora ha affermato: “Per chi resta quaggiu’ non e’ facile affrontare il vuoto improvviso, incolmabile”.

 “Grazie a Dio  – ha sottolineato ancora – e all’impegno di tanti il corpo del piccolo Nicolo’ e’ stato ritrovato. Ringraziamo la protezione civile, le forze dell’ordine e i volontari perche’ senza tregua e senza risparmiarsi, hanno continuato le ricerche, in questi giorni”.

“Siamo tutti molto addolorati e attoniti. Ma siamo qui e ci stringiamo a voi con affetto perche’ siamo sicuri che riceveremo dal Signore una Parola capace di portare pace al nostro cuore in questo momento di grande prova. Questa terra di Calabria non puo’ piangere piu’, non vuole piangere piu’! Diciamo questo perche’ il Signore ci consegna gli uni agli altri perche’ possiamo realizzare un mondo migliore” ha fatto natato ancora il presule. Infine ha ammonito: “Noi maltrattiamo questa terra, non la curiamo!”.

 In lacrime e con la voce rotta dalla commozione, Noemi Signore, sorella di Stefania. “Non riesco a trovare un senso, rimane tanta rabbia e niente sara’ come prima. Siete stati strappati da questa terra, mi sembra un incubo, c’e’ un vuoto incredibile” le sue parole.

La donna, inoltre, ha letto un messaggio di saluto: “Ora l’Italia piange te e i tuoi principi, eri immensa e speciale, piena di vita e solare, anche nei momenti piu’ tristi. Ora con chi mi confidero’? Con chi mi divertiro’? Amore mio, perche’ mi hai abbandonata cosi? Non ho perso solo una sorella, ho perso piu’ della meta’ del mio cuore.

Avete lasciato un vuoto incolmabile. E cosa dire dei piccoli, colpiti da un destino cosi’ crudele? Non eravate semplici nipoti, ma figli per me. E’ un’ingiustizia. Cosa darei per avere ancora le vostre carezze e i vostri baci. Abbiate cura della vostra coraggiosa mamma, come ha fatto lei facendo scudo con il suo corpo quella maledetta notte. ù

Noi – ha concluso  – sappiamo che siete insieme e felici, e non siete volati in cielo, ma siete con noi. E nessuno si dimenticherà mai di voi”.

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