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TRA NOSTALGIA E MEMORIA: NELLE PREGHIERE AI SANTI IL RICORDO DI CHI NON C’È PIÙ


Rimanere fedeli a coloro che sono scomparsi non vuol dire rinchiudersi nel dolore. Bisogna continuare a scavare il solco: dritto e profondo

di Rossella NASSO
Foto: donna10.it

PRESERRE (CZ) –  1 NOVEMBRE 2021 –  La festa di Ognissanti celebrata il primo novembre di ogni anno apre con solennità uno dei mesi più malinconici e tristi dell’anno.

Il 2 Novembre, infatti, si commemora la memoria dei nostri cari estinti.

Celebrare i Santi ponendosi in preghiera è il modo più alto per onorare chi non è certamente nato Santo, ma lo è diventato strada facendo mettendosi al servizio del prossimo compiendo opere meravigliose.

Spesso ci si rivolge ad essi ricavandone grazie e miracoli. Per i cristiani  intercedono presso Dio.

Nelle mente e nel cuore dei popoli, che ne difendono e trasmettono  la devozione con preghiere elevate al cielo, diventano “supereroi”.

Pregandoli, molte volte otteniamo una “chiave” che consente di aprire le porte che avvicinano ai chi non c’è più.

Diventa così, per chi rimane, più facile sopportare il peso della mancanza fisica, dell’assenza.

Nessuno può consolare il dolore del distacco che avviene con la morte fisica, ma la fede diventa in questo caso determinante affinché la loro anima rimanga strettamente connessa con il nostro io più profondo, consolando dal dolore che con il tempo diventa sempre più sordo, muto,ma presente e vivo come non mai.

Abbellire la casa comune dei nostri cari con fiori, lumini è esercizio che permette di continuare a vivere di quei colori gioiosi che in vita colorano il mondo.

Occorre pregare sempre, non solo a novembre, perché i defunti non sono più dove erano, ma ovunque noi siamo.

Fondamentale, anche, comprendere che la morte non spezza la vita, che diventa comunione con Cristo Gesù.

Pregare, pregare, pregare: intercederanno con l’aiuto dei Santi ogni qualvolta i pensiero si farà nostalgia, invocando l’aiuto chi non c’è più con la consapevolezza che la morte è un momento della vita.

Rimanere fedeli a coloro che sono scomparsi non vuol dire rinchiudersi nel dolore. Bisogna continuare a scavare il solco: dritto e profondo.

Come l’avrebbero fatto per loro.

Come l’avremmo fatto con loro.

Per loro.

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