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TORRE RUGGIERO (CZ) – Zone interne, il “grido d’allarme” dei sindaci


Sindaci in trincea: ieri hanno chiesto aiuti economici e militari

Sindaci in trincea: ieri hanno chiesto aiuti economici e militari

Il consiglio comunale straordinario di ieri sera convocato in seguito all’atto intimidatorio al vice sindaco torrese Salvatore Chiefari ha deliberato di chiedere al presidente della Ragione Mario Oliverio l’istituzione di una delega per le aree interne

di Franco POLITO

TORRE DI RUGGIERO (CZ) – 22 APRILE 2015 – Un “grido d’allarme” (e di aiuto) contro il territorio in decadimento, la difficoltà di controllarlo e i tagli statali alle amministrazioni. Un grido d’allarme “in silenzio” senza le classiche passerelle politiche.

E’ comune la sottolineatura dei sindaci al consiglio comunale di ieri sera convocato in seduta straordinaria e aperta per discutere di sicurezza e ordine pubblico nelle Preserre catanzaresi. Dopo i colpi di pistola di un paio di settimane fa al distributore di benzina del vicesindaco torrese Salvatore Chiefari a Chiaravalle Centrale, i sindaci urlano a gran voce.

Su proposta del primo cittadino padrone di casa Pino Pitaro, hanno deliberato, con tanto di documento finale sottoscritto, di chiedere al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio l’istituzione di una delega specifica per le aree interne. Il cuore del problema è proprio lì. <<Nella desertificazione economica, sociale e culturale delle nostre zone – ha rimarcato Pitaro dove l’abbinamento povertà incalzante e difficoltà a controllarlo, pur plaudendo al prezioso e quotidiano lavoro delle forze dell’ordine di cui auspichiamo il potenziamento degli organici, la fanno da padroni>>.

Per Pitaro la ricetta è politica, economica e militare. <<Le aree interne devono tornare a essere il cuore pulsante della Regione – ha auspicato – La loro morte significherebbe, inevitabilmente, anche la fine delle zone costiere>>. Serve il sostegno dello Stato e della Regione <<perché da soli i sindaci – ha aggiunto Pitaro – non ce la possiamo fare>>.

Le paventate dimissioni degli amministratori torresi, frutto dell’emotività immediatamente successiva al fatto, non ci sono state. <<Andiamo avanti – ha concluso Pitaro – perché auspichiamo che qualcosa cambi e per rispetto degli elettori>>.

Da un documento a un altro documento. Fernando Sinopoli, sindaco di Centrache, ha proposto <<di evidenziare al Governo, tramite proposta di Anci nazionale e regionale, le difficoltà quotidiane dei sindaci dovute ai continui tagli statali>>. Leo Procopio, primo cittadino a Montauro ha tagliato corto: <<Senza soldi è difficile garantire i servizi>>.

Sandro Doria, con la fascia tricolore a San Vito sullo Ionio, ha guardato ai fondi comunitari dicendosi convinto che, però, serve un cambio di mentalità. <<In queste condizioni la criminalità alza la testa>> l’allarme del sindaco di Cardinale Pino Marra mentre il primo cittadino di Gagliato Gianni Sgro ha sottolineato le <<resistenze delle grosse aziende del nord ad investire in Calabria>>. Sferzante, infine, il capogruppo di maggioranza torrese Gabriele Raimondo con il suo <<a certi politici, del passato e del presente, piace mantenere lo stato delle cose>>.

L’appello i sindaci lo hanno lanciato. Se, alla fine, cambierà qualcosa, bene. Altrimenti resteranno con la certezza di avere fatto il proprio dovere. Fino in fondo e da soli.

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