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TORRE RUGGIERO (CZ) – Segretaria Pd insiste: “Enzo Bruno deve dimettersi”


Il segretario del Pd torrese Giuseppina Russomanno

Il segretario del Pd torrese Giuseppina Russomanno

Secondo Russomanno esiste una <<conclamata incompatibilità statutaria tra la carica di Segretario Provinciale e Presidente della Provincia di Catanzaro>>

di f.p.

TORRE DI RUGGIERO (CZ) – 16 MARZO 2015 – <<Voglio tornare ancora una volta sulle mancate rassegnate dimissioni di Enzo Bruno quale segretario provinciale del Pd della provincia di Catanzaro a causa della conclamata incompatibilità statutaria tra la carica di segretario provinciale e presidente della Provincia di Catanzaro>>.

Lo afferma in una nota il segretario del Pd torrese Giuseppina Russomanno.

<<Tale situazione di incompatibilità – aggiunge Russomanno – perdura oramai da circa cinque mesi e, nonostante vi siano state più richieste da parte di numerosi iscritti al Pd, Enzo Bruno continua a far finta di niente e ricoprire senza vergogna entrambi i ruoli>>.

<<La cosa più grave – dice ancora la segretaria – è che nella provincia di Catanzaro il Pd è completamente fermo, essendo privo finanche dell’organo della Direzione Provinciale, mai eletta, e l’Assemblea non si è mai riunita dalla sua costituzione ed anzi essa risulterebbe illegalmente formata. Manca, pertanto, a parte le azioni giudiziarie pendenti avverso la discussa elezione di Enzo Bruno quale segretario provinciale, un luogo politico nel quale dibattere soprattutto oggi che il Pd è al governo della Regione>>.

<<La cosa ancora più grave – sostiene ancora Russomanno – è che lo stato di incompatibilità di Enzo Bruno appare al segretario regionale cosa normale, dal momento che quest’ultimo nulla ha fatto fino ad oggi. Mi chiedo come si possa pretendere dalla politica che i cittadini calabresi rispettino le norme di legge se addirittura il segretario provinciale quotidianamente viola quelle esistenti nello stesso partito. L’unico sforzo che ad oggi il Pd Provinciale ha realizzato è quello di aver sollecitato i segretari dei circoli di procedere al tesseramento, trattando gli iscritti come semplici burattini da spostare a piacimento>>.

<<Per quello che mi riguarda io non ci sto più – conclude Russomanno – e dinanzi a questo atteggiamento di arroganza politica e di cattivo esempio giuridico fin da ora mi riprometto che, perdurandovi, mi attiverò con tutte le mie forze da piccola segretaria di un circolo di un piccolo borgo dell’entroterra calabrese affinché la segreteria nazionale ponga fine a questo sconcio estetico e politico>>.

 

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