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TORRE RUGGIERO (CZ) – Rinvenute due carcasse di cani, si pensa all’avvelenamento

cane avvelenato [1]

Su ordine del sindaco, una è stata inviata all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Per l’altra è stata disposta la distruzione mediante affossamento

di Franco POLITO

TORRE DI RUGGIERO (CZ) – 28 FEBBRAIO 2015 – Animali inermi. Gente senza scrupoli che scaglia la propria stupidità contro esseri che non sanno e, non possono, difendersi. Se queste sono le premesse, la conclusione, amara, porta al fatto che due carcasse di cani soni state trovate in questi giorni in località Gerè, zona agreste del piccolo borgo delle Preserre Catanzaresi.

Dall’analisi esterna condotta da personale veterinario dell’Asp di Catanzaro, è emerso che i due cani, privi di microchip e tatuaggio di riconoscimento, potrebbero essere stati avvelenati. Della questione le autorità sanitarie hanno investito il sindaco Pino Pitaro. Al primo cittadino non è rimasto altro che emettere ordinanza a tutela della incolumità pubblica determinata da motivi di sicurezza igienico – sanitaria.

Il provvedimento dispone che una carcassa sia distrutta mediante affossamento nel sito comunale di interramento di località “Carpino” e che l’altra sia inviata all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Catanzaro Lido per gli ulteriori accertamenti tossicologici. L’obiettivo della seconda “incombenza” è dare conferme al sospetto avvelenamento e mettere in moto forme di tutela della popolazione.

La presenza di veleni e sostanze tossiche sul territorio, in particolare sotto forma di esche o bocconi, con i quali in particolare i bambini potrebbero venire a contatto, sia diretto che indiretto attraverso la contaminazione ambientale, rappresenta un rischio che nessuno vuole e deve correre. Ecco perché il sindaco, tra l’altro, ha disposto che il comando di polizia municipale adotti tutte le misure di propria competenza come disposto dalle ordinanze ministeriali in materia.

<<Purtroppo – ha fatto notare Pitaro – dobbiamo prendere atto del persistere del fenomeno relativo alla uccisione di animali mediante l’utilizzo di esche o bocconi avvelenati sia in ambito urbano, che extraurbano nonché degli episodi sempre piu’ frequenti di mortalita’ tra la fauna selvatica per ingestione di sostanze tossiche abbandonate volontariamente nell’ambiente, con conseguenti rilevanti danni al patrimonio faunistico selvatico e in particolare alle specie in via di estinzione>>.