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TORRE DI RUGGIERO (CZ) – Ordinanza cinghiali, Pitaro replica a Federcaccia


cinghiale

E’ polemica tra il primo cittadino Torrese e la Federazione che rappresenta i cacciatori calabresi

di Franco Polito

TORRE DI RUGGIERO (CZ) – 20 SETTEMBRE 2014 –  Tra Federcaccia Calabria e il sindaco di Torre Pino Pitaro è “guerra di parole”. Al primo cittadino Torrese non è piaciuta la presa di posizione della Federazione dei cacciatori calabri sulla ordinanza con cui ha disposto l’apertura anticipata di circa venti giorni della caccia al cinghiale  con l’obiettivo di arginare la massiccia presenza dei suini selvatici.

<<Da Federcaccia – afferma Pitaro – mi aspettavo un maggiore rispetto dei ruoli istituzionali e che promuovesse un tavolo di discussione per provare a risolvere la grave problematica della imponente e pericolosa presenza dei cinghiali nella zona delle Preserre catanzaresi>>.

Presenza “imponente”, visto le migliaia di esemplari in circolazione, e “pericolosa”, visto che i suini si sono spinti fino al centro abitato di Torre distruggendo noccioleti e raccolti con gravi danni all’economia locale che fa molta leva sulle attività agricole. 

Pitaro si dice <<allibito delle parole di minaccia che Federcaccia ha indirizzato ai cacciatori che vogliono rispettare l’ordinanza da me emessa ai primi di settembre sulla base della sussistenza del rischio grave per l’incolumità fisica della popolazione di Torre>>.

Il sindaco sulla bontà del proprio operato non ha dubbi al pari della validità del provvedimento. <<L’ordinanza – conclude – è assolutamente in vigore, efficace ed esecutiva trattandosi di un atto amministrativo che produce effetti sul territorio Torrese sul quale i cacciatori possono liberamente esercitare il diritto di cacciare i cinghiali secondo le modalità e i criteri in essa stabiliti>>. 

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