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TORRE DI RUGGIERO (CZ) – Il sindaco Pino Pitaro: “Il non voto dei Torresi alle Europee è un sos alle istituzioni”


Il sindcao di Torre di Ruggiero Pino Pitaro

Il sindcao di Torre di Ruggiero Pino Pitaro

Il primo cittadino prende spunto da un reportage di Matrix per parlare del disagio della sua gente e del forte bisogno d’aiuto che proviene da queste zone

di Franco Polito

TORRE DI RUGGIERO  (CZ) –  30 MAGGIO 2014 – E se non ci fosse stata la trasmissione televisiva Matrix? Probabilmente sarebbe qui a dire le stesse cose. Forse le pensava. Forse stava per riferirle. Fatto sta che il sindaco di Torre Pino Pitaro ritiene che <<il servizio di Matrix andato in onda su “Torre di Ruggiero batte il record dell’astensionismo per le Europee”, sia il migliore dei modi  per accorgersi della  fragilità sociale di questa parte del Mezzogiorno  letteralmente  cancellato dall’Europa dei tecnocrati, degli organismi comunitari dalle leadership  non elettive  e dalla spregiudicatezza delle banche>>.

Fragilità. Rischi di “esplosioni sociali” che sfociano nella “contestazione civile” del non voto. E’ anche questa Torre di Ruggiero, borgo caro alla Madonna delle Grazie. In suo onore qui c’è un santuario meta di pellegrinaggi da ogni dove. Forse a Bruxelles neanche lo sanno. Pitaro lo sottolinea. <<Ancora una volta – aggiunge – nel silenzio delle istituzioni europee, che non sanno neppure che sulle mappe geografiche c’è un borgo che si chiama Torre di Ruggiero fondato nel 1070,  nell’indifferenza dei sondaggisti da talk show e degli analisti di vaglia, tocca all’informazione libera ed intelligente gettare fasci di luce sulle realtà in cui il disagio sociale esplode, per fortuna, nelle forme democratiche del non voto>>.

Dall’altra parte della bilancia il sindaco mette l’informazione. <<Se – sottolinea – in questo caso l’ottimo reportage tv di Matrix, non si fosse accorta del dato dell’astensionismo elevato del borgo di cui sono sindaco, tutto sarebbe continuato nel  deplorevole clima di atarassia che contraddistingue l’approccio delle classi dirigenti verso i problemi della gente>>.

Le sue idee sul non voto dei Torresi per il rinnovo del Parlamento europeo sono chiare Lo considera <<un gesto  di disubbidienza civile  per l’Europa distante  anni luce da questa parte della Calabria colpita, oggi in maniera drammatica, dall’ emigrazione massiccia, falcidiata dallo spopolamento e dalla disoccupazione giovanile mentre i soloni dell’establishment comunitario teorizzano ‘lacrime e sangue’ per i cittadini e, incentrando ogni politica economica sull’austerità, allargano a dismisura le diseguaglianze sociali, infischiandosene se in territori come il mio l’ente locale non ha risorse neppure per i sussidi ai poveri, per tenere aperto un asilo nido, per garantire il diritto allo studio. Il ‘non voto’ dei Torresi per l’Europa è l’ennesimo, forte, ‘Sos’ lanciato da una comunità alle Istituzioni,  perché non chiudano gli occhi sui problemi delle persone in carne ed ossa e riflettano, individuando fin da subito i rimedi più adeguati, sulle inadempienze, ormai storiche e non più tollerabili, verso i bisogni del Mezzogiorno italiano più svantaggiato e su quelle che più direttamente concernono le infrastrutture di base,  come per esempio  il completamento della Trasversale delle Serre,  i cui lavori sono iniziati mezzo secolo fa, ed oggi, nonostante le infinite  proteste formali, sono perlopiù interrotti>>.

Un “non voto”, quello dei Torresi, dal sapore particolare. <<Matrix  – conclude il sindaco – ha colto benissimo il disagio di un borgo che è simbolo del disagio più generale di una regione dell’Italia del Sud.  Un disagio che ha in sé, oltre che un evidente  atteggiamento passivo, sebbene non incoerente,  anche due  messaggi  chiari per la politica e per le istituzioni:  a) si restituisca alla politica il  primato di strumento necessario a fare scelte che migliorino la qualità della vita delle persone, ripristinando con immediatezza  il circuito virtuoso del dialogo Centro/Periferia e ridando ruolo e forza ai comuni ed ai poteri orizzontali che sono presenti nei singoli territori; b)  le istituzioni  smettano  di farsi  travolgere dal ‘cupio dissolvi’ del tutto contro tutti che fa crollare la fiducia dei cittadini e  rischia di   rendere  inconcludente la democrazia>>.  

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