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“STRATEGIE PER (RE)STARE”, IL GAL SERRE CALABRESI PUNTA SU MONTAGNA E FATTORIE DIDATTICHE


Pubblicato secondo bando per favorire la multifunzionalità delle imprese agricole

di Franco POLITO

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  18 SETTEMBRE 2019 –  “Sostegno ad interventi di diversificazione e multifunzionalità delle imprese agricole”.

È secondo bando pubblicato dal Gal Serre Calabresi nell’ambito del Piano di Azione Locale, “Spes Strategie per (re)stare”.

Il bando, che scade il prossimo 31 ottobre, ha diversi obiettivi.  C’è lo sviluppo integrato del territorio e del potenziale delle risorse umane.  Ci sono la strutturazione e il rafforzamento del sistema rurale di accoglienza delle fattorie didattiche e sociali in vista della creazione e del potenziamento del sistema territoriale. C’è lo sguardo all’ospitalità di montagna.

«Il Bando – spiegano i vertici del Gal –  favorisce lo sviluppo della multifunzionalità aziendale quale fattore che consente di aumentare la competitività e la redditività globali delle aziende agricole ed il migliore posizionamento sul mercato delle stesse, ampliandone la gamma di servizi – prodotti offerti. Allo stesso tempo, si intende favorire l’agricoltura sociale sui territori rurali, contribuisce ad aumentare la diversificazione economica delle aree rurali ed aumentare le occasioni di lavoro in tali aree».

Previsti due interventi. Il primo, “Fattorie didattiche e sociali. Creazione e potenziamento del sistema territoriale”, è rivolto alle aziende agricole attive nell’area del Gal per investimenti finalizzati alla creazione di strutture destinate alla diversificazione delle attività agricola.

«Nello specifico  – aggiungono dal Gal – saranno finanziati interventi finalizzati alla creazione di fattorie sociali per la cura ed il reinserimento di soggetti svantaggiati; creazione di fattorie didattiche (laboratori didattici, fattorie degli animali, eco-fattorie); creazione di fattorie per la cura della persona che utilizzano prevalentemente prodotti agricoli.

Il secondo invece, “Ospitalità della montagna” riguarda la diffusione e il potenziamento dell’ospitalità rurale, per creare una rete consolidata e strutturata di accoglienza collegata alle reti delle fattorie sociali e ai servizi da queste erogati, per favorire la permanenza dell’utenza, ampliarne la consistenza e coinvolgere maggiormente le comunità.

«In particolare – fanno sapere gli amministratori del Gruppo di Azione Locale – questo intervento è finalizzato alla strutturazione, qualificazione e promozione del sistema rurale per la cultura e l’accoglienza sostenendo investimenti nelle imprese agricole finalizzate alla realizzazione delle seguenti forme di ospitalità, nei contesti dell’azienda agricola stessa».

Gli stessi amministratori si affrettano a precisare che ospitalità rurale familiare si intendono «le attività ricettive di ospitalità, alternative a quelle previste dalla legge regionale sull’attività agrituristica (L.R. 14/2009), proposte dall’imprenditore agricolo e dai suoi familiari esclusivamente nella parte abitativa del fabbricato rurale.

L’attività di ospitalità rurale può essere esercitata nel rispetto delle seguenti condizioni:  è realizzata nella parte abitativa del fabbricato rurale dove ha la residenza del titolare dell’attività agricola. Può essere svolta esclusivamente da imprenditori agricolo con la collaborazione di soli familiari (pertanto senza l’utilizzo di personale esterno alla famiglia).

È limitata esclusivamente alle persone che soggiornano presso l’abitazione dell’imprenditore agricolo e per un massimo di dieci persone al giorno.   È esercitata in alternativa ad altre forme di ricettività o di ospitalità agrituristica, fino ad un massimo di 270 giorni, anche non continuativi, nell’arco dell’anno solare. Deve essere sempre prevalente rispetto all’attività di ospitalità rurale.

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