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STORIE DA RACCONTARE: UCCIALÌ, LO SCHIAVO CALABRESE CHE DIVENTÒ GRANDE AMMIRAGLIO! (CON VIDEO)


A “Pagine di Cultura” l’incredibile storia di Giovan Dionigi Galeni

 di REDAZIONE 

PRESERRE (CZ) –  10 AGOSTO 2022 – Alzi la mano chi ricorda il nome del più grande ammiraglio ottomano della storia… Sì, proprio lui. L’unico capace di salvare le sue navi nella fatale disfatta di Lepanto. Chi era? Un italiano, un calabrese: Giovan Dionigi Galeni detto Uluc Alì, o Uccialì, ovvero Alì il rinnegato.
Di questa strana storia parliamo oggi a “Pagine di Cultura”.

Anno 1536.

Il corsaro barbaresco Khayr al-Dīn imperversa nel Mediterraneo. Attacca un villaggio costiero in Calabria, l’attuale Le Castella di Isola Capo Rizzuto, e lì rapisce un giovane del posto da vendere al mercato degli schiavi di Istanbul come tanti altri.

Il ragazzo viene destinato “al remo” di una galeotta ottomana, ma la sua vita non finirà in catene.

E’ forte, intelligente e si fa notare da un altro calabrese, il convertito Jafar Pascià, che lo prende al suo servizio. Giovan Dionigi rinnega la sua religione, si converte all’Islam e sposa una delle figlie di Jafar Pascià.

Da quel momento diventa Uluc Alì, Alì il Rinnegato, nome anche italianizzato in Uccialì. Inizia così la sua incredibile scalata sociale.

Combatte sotto le insegne della Mezzaluna, contro i cristiani, a Malta e a Tunisi, partecipa alla guerra di Cipro e alla battaglia di Lepanto, diventa capitano di mare e infine ammiraglio.

Uccialì, così di fatto, entra nella leggenda. Nessuno rivivrà una carriera analoga alla sua. Nessun altro sarà paragonabile a quest’uomo, venuto dal nulla e addirittura premiato dal sultano Selim II con il comando dell’intera flotta turca e l’appellativo di Kiliç Alì (Alì la Spada).

Dopo Lepanto, Uccialì tenta la rivincita, riuscendo a riconquistare Tunisi.
Muore nel 1587 nel suo palazzo nei pressi di Istanbul, in un quartiere da lui stesso battezzato “Nuova Calabria”, lasciando ai suoi schiavi tutti i beni e le proprietà.  È sepolto nella Moschea di Kiliç Alì Pascià, da lui stesso eretta.

Anche i calabresi lo ricordano con orgoglio, con un busto bronzeo eretto a Le Castella. Un “eroe” calabrese nella Costantinopoli musulmana del Cinquecento.
Consigli di lettura. Per saperne un po’ di più: di Mirella Mafrici “Uccialì. Dalla Croce alla Mezzaluna.

Un grande ammiraglio ottomano nel Mediterraneo del Cinquecento” (Rubbettino Editore).  

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