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STALETTI’ (CZ) – Stabilizzazione Lsu, il Comune porta il Ministero in tribunale


Il Dicastero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha rigettato la richiesta di contributo per la stabilizzazione dei richiedendo la contestuale restituzione di quello erogato nel 2013. Deciderà il Tar

di Fra. Po.

STALETTI’ (CZ) – 4 GIUGNO 2015 – Qualche settimana addietro, con tanto di scioperao annunciato, erano stati i lavoratori a protestare contro l’amministrazione comuanle per il mancato pagamento di alcune mensilità. Adesso è la Giunta a non starci più citando in giudizio il Ministero del Lavoro e delle Politiche  Sociali.

Lo fa dopo che il Ministero, dando riscontro alla richiesta di finanziamento da parte dell’amministrazione comunale, ha prima  comunicato il preavviso di rigetto della domanda e, dopo, rigettato definitivamente la richiesta di contributo per la stabilizzazione dei lavoratori  Lsu messa in atto dal Comune di Stalettì richiedendo la contestuale restituzione di quello erogato nel 2013.

Secondo il Ministero ci sarebbe stato  “il mancato rispetto dei vincoli della spesa di personale, fissati dalla normativa per il Comune di Stalettì a partire dall’1 gennaio 2013, sia in relazione all’annualità 2013 sia in relazione all’annualità 2014, contrariamente agli obblighi assunti dal Comune per l’ammissione al contributo de quo e stabiliti dalla disciplina della procedura di stabilizzazione ”.

La pensano diversamente il sindaco Concettta Stanizzi e gli assessori. Nelle stanze municipali ritengono del tutto «illegittimo il rigetto per violazione dell’articolo 1 della, comma 1156, lettera f ed f bis della legge 296 del 2006».

In particolare, in ordine al mancato rispetto del vincolo della spesa, sindaco e assessori sottolineano che «costituisse requisito da possedere “una tantum”, vale a dire solo alla data di scadenza della domanda di concessione dell’incentivo statale».

Dall’esevutivo parlano di «irragionevolezza della decisione» e pongono l’accento «sulla mutevolezza che ha contraddistinto nel tempo il concetto di “spesa di personale”, esposta non solo alle diverse (e spesso contraddittorie)  interpretazioni ermeneutiche formulate nel corso del tempo dalle varie sezioni regionali della Corte dei Conti,  ma anche al radicale mutamento disposto dal legislatore con l’estensione al primo gennaio 2013 delle regole del Patto di Stabilità interno anche ai Comuni con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti con conseguente applicazione anche a questi ultimi di una disciplina di vincolo per la spesa di personale ben più stringente  e comunque meno “stabile” e suscettibile di programmazione».

Tradotto, sulla questione deciderà il Tar di Catanzaro. Intanto torna a riunirsi il consiglio comunale per l’approvazione del rendiconto 2014. Seduta fissata per lunedì prossimo, alle ore 19.30, in prima convocazione, e per la stessa ora del giorno successivo, in seconda.

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