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STALETTI’ (CZ) – LA CHIESA “IN USCITA” DI DON ROBERTO CORAPI SOSTIENE I PROFUGHI


Nel giorno di San Francesco di Paola parroco di Stalettì ha portato beni prima necessità agli stranieri ospiti a Soverato 

Articolo e foto di Gia. RO. (Il Quotidiano del Sud)

STALETTI’ (CZ) – 4 APRILE 2016 – Sceglie il giorno di San Francesco di Paola il santo dei poveri, don Roberto Corapi parroco di Stalettì, membro dell’Opus Dei di Roma e docente presso l’istituto Maria S.S. Immacolata di Catanzaro, per portare  beni di consumo provenienti dal banco alimentare dell’oratorio “Cuori Gioiosi “della parrocchia di Stalettì, ai profughi ospiti della parrocchia soveratese.

Tre donne nigeriane e i loro figli, Angela, Cinzia e Ewuai, belli e allegri proprio come devono essere i bambini della loro età, lontano dai problemi dei grandi, lontano dalle guerre, che colpa hanno loro di tutto questo? Il loro compito è crescere, tranquilli e motivati, in braccio alle loro mamme, e in questo è arrivato con don Roberto Corapi un aiuto concreto con beni alimentari, necessari alla crescita di questi bambini e delle loro famiglie.

”Questa è la chiesa in uscita – diceva don Roberto Corapi – vicini a chi soffre, vicini a chi ha bisogno, vicini, come deve essere un buon cristiano -ribadiva don Roberto Corapi – del resto le parole di Papa Francesco sono proprio queste, una chiesa in uscita, aperta ai bisogni della gente, la chiesa deve andare necessariamente incontro a chi soffre, dargli un aiuto concreto e portare la parola di Dio”.

“Dove c’è carità e amore c’è Dio – rimarcava don Roberto Corapi – aiutare i profughi è un dovere di tutti,è bello vedere su questi volti un sorriso ritornato,volti smarriti,continuava don Roberto che cercano solo aiuto e un momento di conforto e noi  – concludeva don Roberto Corapi – come sacerdoti e come cristiani siamo lì dove il bisogno grida forte,dove la disperazione è grande per questi fratelli che hanno perso tutto a causa di queste guerre interminabili,ma noi come cristiani siamo vicini a loro,al nostro posto portando dove serve la parola di Dio.”

Da alcuni giorni, aderendo alla  richiesta urgente della Prefettura di Catanzaro, l’Opera Salesiana di Soverato,  mediante la Caritas parrocchiale,  accoglie sei migranti di nazionalità nigeriana, sbarcati a Lampedusa e recuperati in mare da una nave della Marina Militare italiana.

Si tratta di tre giovani madri con i rispettivi  figli di sette, due e un anno e mezzo,   che temporaneamente, hanno trovato rifugio e protezione nei locali dell’ex canonica,  in attesa dell’esame dell’istanza di riconoscimento della protezione internazionale da parte della Commissione Territoriale di Crotone.

La permanenza in città delle mamme e dei bimbi, avrà termine non appena l’Ufficio immigrazione della Prefettura di Catanzaro avrà trovato per loro un’idonea sistemazione  in un centro di accoglienza della nostra provincia. Al diffondersi della notizia  dell’arrivo dei migranti, all’interno della comunità soveratese è  immediatamente scattata una vera e propria gara di solidarietà, che ha consentito di reperire in poche ore, indumenti, beni di prima necessità e quanto necessario ad offrire loro assistenza e conforto.

L’Opera Salesiana di Soverato,  come auspicato da Papa Francesco, ha ritenuto di non poter rimanere  indifferente  al grido di aiuto e di disperazione di tanti fratelli provenienti da terre dilaniate dalla guerra, dalla fame  e che vivono il dramma dell’immigrazione come  unica speranza di salvezza.  Di fronte a questa tragedia epocale nessuno va lasciato solo.  E soprattutto,  la comunità cristiana non può rimanere impassibile e far venir meno il proprio impegno verso i più fragili e bisognosi.

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