Stampa Stampa
150

SQUILLACE, “VINCENZO M’È PADRE A ME!”


Oldani Mesoraca

Riceviamo e pubblichiamo: 

SQUILLACE (CZ) –  24 FEBBRAIO 2019 –  «“Vincenzo m’è padre a me!”.

Ricordate questa espressione che, come una cantilena, il piccolo Peppiniello, in “Miseria e nobiltà” del grande Eduardo Scarpetta, rispondeva a qualsiasi domanda gli venisse posta? Ebbene, la storia si ripete ai nostri giorni, nella nostra città. Ma lo scenario qui non è il teatro.

Interessa un popolo. Interessa i cittadini di Squillace. Interessa il futuro di questo nostro territorio.

E’ proprio per queste considerazioni che, con il Movimento “Tuttinsieme per Squillace”, sin dal mese di luglio dell’anno scorso, abbiamo cominciato a lavorare attivando un autentico “laboratorio politico” che potesse portare alla stesura di una proposta elettorale, la più unitaria possibile.

Abbiamo incontrato i cittadini confrontandoci, in riunioni pubbliche, con i rappresentanti delle categorie produttive, con le associazioni, con i partiti politici e con i loro delegati comunali. Abbiamo raccolto molte indicazioni e sollecitazioni che saranno parte integrante del nostro programma.

Alcuni partiti ed esponenti autorevoli di altri partiti hanno già dato la loro adesione al nostro progetto ed assieme a noi condurranno questa battaglia, in prima persona, responsabilmente e nell’interesse della nostra comunità.

Prossimamente dovremmo incontrare il Movimento 5stelle, con cui ci siamo già confrontati negli incontri da loro promossi, registrando un reciproco apprezzamento per le dichiarazioni che sono state fatte in favore di un impegno serio per lo sviluppo della città.

Solo dieci giorni fa, invece, il Movimento “2.0” ha deciso di mandare tre “inviati” ad un incontro. Nel corso della riunione, mentre uno di essi, l’architetto Domenico Passafaro, indicava le “caratteristiche ” che, a loro avviso, il futuro sindaco dovrebbe avere, indicazioni che “Tuttinsieme per Squillace” ha condiviso, gli altri due, l’architetto Enrico Pasqua (il quale ha indicato anche alcuni punti programmatici, sui quali abbiamo convenuto) ed il signor Giuseppe Gagliardi, si sono attardati nel ripetere che il candidato a sindaco, l’unico che c’è, allo stato, oltre, ovviamente, al sindaco uscente, dovrebbe fare “un passo indietro”.

Questo, senza dare una spiegazione o alcuna motivazione a tale richiesta.
In un’ora di dibattito, l’unica cosa che veniva ripetuta, con il ritmo usato, appunto, da Peppiniello nella scena di “Miseria e nobiltà”, era: “bisogna fare un passo indietro”.  Si parlava dei problemi del nostro comune in termini di sicurezza e legalità, la risposta era: “bisogna fare un passo indietro”. 

Si parlava di sviluppo e progresso, la risposta era: “bisogna fare un passo indietro”. In “Miseria e nobiltà”, solo alla fine, però, si scoprì che il papà di Peppiniello non era Vincenzo. Da noi, non abbiamo dovuto aspettare molto per capire che “bisogna fare un passo indietro” non era frutto della fantasia dell’attore di turno.

Apparteneva a chi, da dietro le quinte, muove le fila.

Lo ha detto chiaramente un loro rappresentante: “se le cose non andranno come pensiamo, entreranno in lista alcuni vecchi amministratori”! Non abbiamo ben capito cosa volesse dire!». 

Oldani Mesoraca, candidato a sindaco con “Tuttinsieme per Squillace”

Contatti

Blog Traffic

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.