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SQUILLACE, TEMPI MODERNI MA SENZ’ACQUA


Diverse famiglie della zona marina in difficoltà da alcuni giorni per un problema alla cabina Enel di alimentazione delle pompe di sollevamento

di Gianni ROMANO

 SQUILLACE (CZ) – 1 GIUGNO 2018 –  Tempi moderni, è vero, ma può succedere che una famiglia resti senz’acqua.

E’ quello che è capitato alle tante che risiedono nelle località “La Catena”, “Poveromo” e Porto Rhoca”, nella frazione marina della città ionica. Una situazione al limite della sopportazione dovuta a un problema alla cabina elettrica di alimentazione dell’Enel che serve l’acquedotto di contrada “Ceraso”.

Una di esse, però, ha “alzato la voce”. Difficoltà notevoli, con un figlio minore, per igiene, alimentazione, scuola, attività ludiche, che hanno indotto i due coniugi a scrivere al sindaco di Squillace, Pasquale Muccari, all’ufficio tecnico comunale, al Dipartimento Igiene pubblica dell’Asp e ai carabinieri.

«Da circa tre mesi  – sottolineano nella missiva –  siamo a ridotta potenza di erogazione, ma nell’ultimo periodo le cose si sono aggravate e la riduzione è andata via via diminuendo fino ad arrivare ad una fornitura inferiore al fabbisogno familiare. Ciò ha comportato anche l’esaurimento della nostra scorta dell’autoclave di 3000 litri».

Le note dolenti sono notevoli. «L’assenza di erogazione  – si legge ancora – obbliga il nucleo familiare ad un’alimentazione non appropriata, ma anche a spese economiche extra (ristoranti, acquisto acqua potabile, lavanderia, ecc. ). La condizione attuale ci comporta notevoli disagi legati al corretto, costante e puntuale svolgimento dell’attività lavorativa dei membri della famiglia e della normale e puntuale frequenza del figlio minore alle attività scolastiche ed extrascolastiche».

La famiglia, inoltre, non manca di sottolineare come «l’acqua è un bene essenziale nonché un diritto inalienabile dei cittadini come sancito dalle leggi nazionali e sovranazionali; la mancata erogazione dell’acqua può danneggiare la dignità delle persone, può creare situazioni di igiene privata sgradevoli, ma può altresì creare problemi per l’igiene e la salute pubblica».

La missiva si conclude con il “classico” avvertimento. «Nell’attesa della più rapida e definitiva risoluzione del problema – si afferma – codesto comune intervenga immediatamente per il rifornimento dell’acqua potabile. In caso contrario, saremo costretti ad adire le vie legali».

Qualcosa si è mosso,  con il prefetto che ha fatto intervenire i tecnici Enel per la sostituzione di alcuni cavi. Per il ritorno al pieno regime, però ci vorranno ancora alcuni giorni. Toccherà, infatti, anche al Comune intervenire per regolare i manometri e rimettere a posto la normalità della portata.  

Già, il Comune. Il sindaco Pasquale Muccari ha detti che «si tratta di un problema   riguardante l’Enel  e più famiglie che vengono servite da un acquedotto nei pressi. L’Enel sta lavorando per risolvere in modo definitivo il problema  sostituendo le pompe e monitorando tutta la linea elettrica che serve alle pompe,noi come comune siamo state presenti e abbiamo sollecitato più volte per la risoluzione della grave problematica».                                                

 

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