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SQUILLACE, STESSA SPIAGGIA STESSO MARE … MA C’È UN MA


Cittadini dei paesi limitrofi criticano esagerato aumento costo parcheggio. Abbonamenti schizzati a 60 euro

Articolo e foto di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud)

SQUILLACE (CZ) –  22 LUGLIO 2018 –   Spiaggia di Squillace “bandiera verde”. Lidi frequentati da numerosi villeggianti. Spiaggia libera superaffollata.

Ma c’è un “ma”: basta farsi un giro sul lungomare di Squillace per percepire critiche e perplessità di infuriati bagnanti, soprattutto dei comuni del comprensorio, per l’aumento del costo del parcheggio deciso dall’amministrazione comunale di Squillace.

Da quest’anno la giunta ha raddoppiato le tariffe per il parcheggio, da uno a due euro per mezza giornata, raddoppiando anche il costo degli abbonamenti per i residente da 10 a 20 euro, fino a raggiungere i 60 euro per i cittadini di Amaroni, Girifalco, Palermiti e Vallefiorita.

 «Se qualcuno – afferma un cittadino residente in uno dei comuni del comprensorio – pensa di poter gonfiare le casse comunali con i soldi delle famiglie che abitano a pochi chilometri dalla costa, ha pensato davvero male.

Da quando eravamo bambini, le cose non sono cambiate: non esiste nessun servizio, tranne nei locali privati; non c’è la possibilità di fare una doccia, lasciando la spiaggia, e non esiste una pedana che permetterebbe ai portatori di handicap di arrivare al mare senza disagio.

Quindi, si poteva accettare l’euro che si pagava per mezza giornata, ma questo aumento diventa ridicolo e vergognoso».

I bagnanti che in questi giorni giungono al mare di Squillace, dopo aver trovato la sorpresa del ticket raddoppiato, si dicono convinti che agli amministratori comunali sfugga una cosa importante: «senza il turismo locale, che è fatto da famiglie che vivono nei paesi interni, la spiaggia di Squillace Lido sarebbe deserta, perché tornando a quando eravamo bambini, i turisti non c’erano allora e non ci sono neanche oggi».

Ironicamente una signora afferma che «forse hanno fatto i parcheggi coperti e non ce ne siamo accorti». E se un’altra signora è convinta che «con questi soldi non si risolveranno i problemi del comune», c’è chi propone di boicottare quest’anno la spiaggia di Squillace: «cambiamo spiaggia, senza polemiche, e il comune si renderà conto dello sbaglio».

C’è, però, anche chi è favorevole a pagare di più, ma con la speranza che questo aumento serva a sistemare marciapiedi, ringhiere e asfalto del lungomare. Qualcuno poi ricorda un vecchio progetto, rimasto nel cassetto, di concedere a ciascun comune del comprensorio un pezzo di spiaggia dove poter realizzare un proprio lido al servizio dei rispettivi abitanti.

In tempi moderni, una proposta sensata e lungimirante, invece, potrebbe essere quella che guarda alla conurbazione.

«Occorre pensare alla grande – rileva l’ex sindaco amaronese Rocco Devito – con la costituzione di un’unica città che comprenda i territori dei comuni della Valle dell’Alessi (Squillace, Amaroni, Palermiti e Vallefiorita).

Una necessità avvertita da più parti e tesa a contrastare l’inevitabile spopolamento e impoverimento dei piccoli borghi».

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