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SQUILLACE, “OPERAZIONE VERITÀ”


Dopo il commissariamento del Comune, l’ex sindaco Pasquale Muccari dice la sua sui fatti e sui numeri della gestione finanziaria

Articolo e foto di Salvatore TAVERNITI

SQUILLACE (CZ) –  11 SETTEMBRE 2018 – Esce allo scoperto e rompe il silenzio l’ormai ex sindaco di Squillace, Pasquale Muccari, a pochi giorni dall’insediamento del commissario prefettizio che gestirà l’amministrazione locale fino alle elezioni di primavera, in quanto il consiglio comunale è stato sospeso, in attesa di scioglimento, dopo la mancata approvazione del riequilibrio del bilancio.

Per Muccari si tratta di una prima “operazione verità” sui fatti e sui numeri della gestione finanziaria comunale. Si parte dal 2009, quando venne segnalato «lo sforamento dei parametri di bilancio e la situazione di deficit strutturale dell’ente, che non consentiva di pagare fornitori e servizi».

«Quando mi insediai, nel giugno 2014 – racconta – ricordo l’arrivo di una serie interminabile di diffide, intimazioni di pagamento, decreti ingiuntivi, sentenze esecutive, precetti, pignoramenti. Una delle prime emergenze è stata l’uscita dal mercato di salvaguardia dell’energia elettrica; e poi ho ridotto al minimo le indennità di posizione organizzativa dei funzionari comunali».  

Nonostante ciò, c’era un disavanzo di 700 mila euro: l’ufficio finanziario e il revisore invitavano alla dichiarazione del dissesto, poi formalmente deliberato il 19 settembre 2014. Per Muccari, si trattava di «un atto dovuto e ciò ha consentito oggi di risanare il comune. Ma il prezzo del dissesto è stato minimo, perché i tributi era già al massimo per via dell’approvazione del piano di riequilibrio finanziario da parte dell’amministrazione precedente».

Dopo l’insediamento del commissario liquidatore, si è registrata l’immissione nella massa passiva da parte di creditori per oltre 5 milioni di euro. L’ex sindaco, inoltre, ricorda alcuni risultati importanti conseguiti dalla sua amministrazione, come l’aumento della riscossione dei tributi e il pagamento di pendenze per lavori, come quelli al castello normanno e alla casa municipale; ed anche il pagamento delle compartecipazioni per il piano strutturale associato e la rete museale con altri comuni viciniori.

L’ex sindaco mette in guardia poi sulle questioni irrisolte come quella del “parco fluviale”, il debito per i lavori eseguiti al seminario vescovile, la gestione dell’acquedotto di “Fiasco Baldaya”, il risarcimento alle ditte espropriate per la scuola materna di Squillace Lido. «Tutte pendenze – aggiunge – al di fuori della massa passiva del dissesto e che, quindi, dovranno essere pagate in seguito».

Muccari cita, infine, i finanziamenti ottenuti dalla sua giunta (depurazione, consolidamento centro abitato e interventi sull’edificio scolastico di via Assanti) e la definizione di alcune pratiche che stavano per essere sbloccate (l’apertura dell’asilo nido, la definizione dei lavori del campo sportivo e la realizzazione del nuovo cimitero).

«Sono tanti i buchi che è stato necessario coprire – conclude Muccari – e tante le difficoltà che sono state gestite per garantire la spesa ordinaria». 

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