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SQUILLACE, IL “CORA RANDA” DI GABRIELE MAURO E GREGORIO STRATOTI


Sesta edizione premio conferito quelle persone che nella vita quotidiana si prodigano per dare una mano agli altri senza pretendere nulla in cambio

 di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud, 9 ago 2022)

 SQUILLACE (CZ) –  19 Sesta edizione del premio “Cora randa”.

 Si è svolta a Squillace Lido, su iniziativa di Seby Spanò, educatore professionale che opera nel settore delle disabilità e del volontariato.

 “Cora randa” in dialetto significa “cuore grande” ed il premio viene appunto conferito a quelle persone che nella vita quotidiana si prodigano per dare una mano agli altri senza pretendere nulla in cambio.

 Nei mesi precedenti viene chiesto in città di dare la propria opinione su chi potrebbe meritare questo premio; e così il maggior numero di citazioni va a stabilire il più meritevole.

 Quest’anno, sesta edizione, il riconoscimento è andato a Gabriele Mauro, di Squillace, e alla memoria di Gregorio Stratoti, di Montauro.

 Mauro, giovane guardia giurata, durante il lockdown ha deciso di utilizzare parte del suo stipendio per comprare beni di prima necessità da destinare alle persone in difficoltà; Stratoti, giovane volontario dell’Unitalsi, prematuramente scomparso, non lesinava alcun tipo di aiuto agli anziani e a famiglie bisognose.

 Riconoscimenti speciali sono andati a Rosaria Brancati, presidente della Casm, il coordinamento delle associazioni della salute mentale, che promuove e tutela il diritto alla salute mentale, e a Benedetta Varì, cantante che presta continuamente agli altri il suo dono e la sua arte.

 L’orafo squillacese Luigi Mungo ha offerto le targhe; la stessa Varì ha allietato la serata con le sue canzoni; Marta Gagliardi, Antonio e Roberta Spanò hanno collaborato nella proposizione di musica , giochi e sketch; mentre Christian Spanò ha ospitato la manifestazione nel suo locale.

 «Il premio – afferma Seby Spanò – è stato creato perché vogliamo provare a mandare un messaggio, quello di fare vedere che esistono esempi di persone che fanno del bene in gratuità e in silenzio: quel loro fare, quel loro proiettarsi verso l’altro è dare forza di resistere e combattere le avversità facendo vedere che non si è soli.

 Il nostro slogan è “Io ci sono, e se io ci sono, tu non sei solo”».

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