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SQUILLACE – Elezioni comunali, le riflessioni dell’ex sindaco Giuseppe Mercurio


L'ex sindaco di Squillace Giuseppe Mercurio

L’ex sindaco di Squillace Giuseppe Mercurio

Squillace, vista su piazza Duomo

Squillace, vista su piazza Duomo

L’ex primo cittadino ha scritto ai tre candidati a sindaco a cui ha affidato alcune considerazioni

di s.t.

SQUILLACE (CZ) – 24 MAGGIO 2014 – <<Non era scontato né facile che tre liste si proponessero in un momento particolare e difficile della vita del Paese e di quella della nostra comunità». Lo scrive Giuseppe Mercurio, ex sindaco e già segretario generale regionale della Fnp-Cisl, in una lettera indirizzata ai tre candidati a sindaco di Squillace, a cui ha voluto affidare alcune riflessioni.

«Il contesto in cui vi trovate a competere – osserva Mercurio – è assolutamente nuovo, molto più difficile che nel passato, senza strutturazioni partitiche, ma con un tasso enorme di accresciute difficoltà oggettive. I bilanci in disavanzo dei comuni, una volta, trovavano sempre la sponda dello Stato; e presenze autorevoli hanno sempre “curato” con particolare attenzione di far confluire risorse e finanziamenti notevoli per la realizzazione di importanti opere pubbliche: tutto questo ora non c’è più».

«E’ la prima volta, dopo sessant’anni, inoltre – aggiunge Mercurio – che una competizione elettorale per la guida del Comune di Squillace si svolge senza la presenza o il coinvolgimento diretto dei “grandi vecchi”, per cui non esistono alibi o presunti condizionamenti psicologici di alcun genere. Resta il grande patrimonio di idee, di opere e di impegno da tutelare e salvaguardare: chiunque di voi sarà chiamato alla guida del nostro comune dovrà misurarsi con un passato importante, dimostrando di saper affrontare e risolvere i tanti problemi incombenti dell’attualità».

Mercurio poi delinea alcune tracce da seguire. «Le linee guida, dopo il 25 maggio – afferma – dovranno essere: l’amore per la città e l’interesse prevalente per azioni concrete e benefiche; la rinascita di opportunità socio-culturali aggreganti e coinvolgenti; il dovere di saper leggere i bisogni della<<> gente specie con riferimento alle fasce più deboli della popolazione; mettere a disposizione del difficile mestiere di amministrare tutti i saperi, le professionalità e le conoscenze, con il coinvolgimento costante dei cittadini, dei gruppi, delle associazioni. Si dovranno recuperare tutte le energie e le buone idee per servire al meglio la città, in una corale interazione che non mortifichi i rispettivi ruoli».

 

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