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SQUILLACE E LA VIA PERDUTA, ZOFREA: «MANCA UN “LAMPADIERE” CHE INDICHI LA STRADA»


Il consigliere comunale di “TuttInsieme”: « Lavoriamo insieme per tornare ad essere orgogliosi di essere Squillacesi, abbiamo intelligenza, competenza e passione»

 di Franco POLITO

SQUILLACE (CZ) –  3 APRILE 2021 –  «Per tornare ad essere la “Scyllaceum Prima Urbium Brettiorum”».

Cominciano così le considerazioni che il consigliere comunale Enzo Zofrea, del gruppo “TuttInsieme Per Squillace”, sviscera per augurare buona Pasqua ai cittadini.

«La Settimana Santa  – dice ancora Zofrea –  è sempre un pieno di suggestioni per chi, come me, è stato educato ai valori della religione cattolica.

Un periodo di forti emozioni scandite anche da numerose tradizioni: la visita ai Sepolcri, la lavanda dei piedi durante la liturgia del Giovedì santo, la “troccola” e il tamburo che riecheggia nel silenzio della notte fino all’esplosione, mattutina, della Gloria.

Un periodo che comporta riflessioni legate all’attualità.

Come già lo scorso anno non viviamo sereni, la pandemia riduce sempre più gli spazi di tranquillità e così la Settimana Santa diventa metafora del nostro tempo, un periodo di stringente passione, di affanni, di dolore, di paura nel futuro.

Questa è l’immagine della passione per i credenti, questa è l’immagine del nostro tempo per chi, come me, vive a contatto con varie realtà».

Zofrea insiste: «E allora ecco che un bando per il servizio civile, diventa occasione importante per uscire dalla rassegnazione per tanti giovani, che pur hanno studiato e hanno diritto ad ambire a stabili occupazioni.

E allora ecco che un piano di aiuti alimentari, che è ben poca cosa, costituisce un sollievo per tanti cittadini.

Però serve di più.

Non è facile per l’Italia, non è facile per Squillace che vive momenti di sconsolante degrado in cui si naviga a vista.

La gestione dei servizi comunali, un tempo vanto della Città, arranca sempre più; quello che era un apparato amministrativo efficace, pronto a dare risposte ai cittadini, non esiste più.

Chi poteva farlo ha lasciato. Legittimamente.

Chi è stato interpellato per svolgere attività essenziali è scappato via, sembra proprio che nessuno voglia venire a lavorare nel comune di Squillace.

Il rischio ora è la paralisi e in alcuni casi il blocco di servizi essenziali.

Manca una guida autorevole che dia fiducia, un “Lampadiere” che sia in grado di illuminare la strada da seguire».

L’esponente di “TuttInsieme per Squillace” è sicuro nel suo dire: «Il risultato è sotto gli occhi di tutti poiché mentre nei Comuni vicini, nonostante i tempi, si fa a gara per capacità amministrativa, a Squillace tutto si trascina tra autocelebrazioni e pressapochismo.

Un esempio per tutti: un nostro concittadino è chiamato alla carica di Vescovo e non c’è la Fascia tricolore del Sindaco accompagnato dal gonfalone comunale, a celebrare questo evento.

In altri tempi l’orgoglio della Città avrebbe ruggito. Ma questo è.

Poi conclude: «La Settimana Santa sia da stimolo affinché la Passione diventi Resurrezione.

Lavoriamo insieme per tornare ad essere orgogliosi di essere Squillacesi, abbiamo intelligenza, competenza e passione.

Adoperiamoci per far rinascere la fierezza di appartenere a quella che qualcuno definì “Prima Urbium Brettiorum”.

Ancora una volta tanti auguri ….» 

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