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SQUILLACE (CZ) – QUEL RAMOSCELLO D’ULIVO “PARADIGMA DELL’AMORE”


Un momento della funzione religiosa

Domenica delle Palme ha inaugurati riti pasquali. Monsignor Facciolo: “Inizia la “Settima di Dio: smantelliamo da noi l’uomo vecchio”

Articolo e immagine Franco POLITO

SQUILLACE (CZ) – 26 MARZO 2018 – Il ramoscello d’ulivo, simbolo di pace e d’amore.

Ieri è stato l’emblema per eccellenza della Domenica delle Palme. Prima benedetto,  è stato portato in processione in chiesa ad imitazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme.

Durante la messa solenne concelebrata dai monsignori Raffaele Facciolo e Giuseppe Megna, erano in tanti, nella basilica squillacese, a tenere alto tra le mani il “paradigma dell’amore”.  

Una funzione che è stata anche “rivisitazione storica”: durante il rito, infatti, c’è stata la lettura a tre voci del “Passio” di Marco, una della parti del Vangelo in cui si narrano le ultime ore della vita di Gesù.

Momenti intimamente connessi alla Settimana Santa. «Oggi – ha insistito monsignor Facciolo durante l’omelia –  comincia il tempo della riflessione, comincia la “Settimana di Dio” durante il quale la persona smantelli da sé l’uomo vecchio e rinasca a una vita nuova fatta di pace interiore e di cammino verso la Pasqua, quando si accende il cero che arderà sempre. Nella vita  e nella morte, nel gaudio e nel dolore, ad indicare il cammino verso la luce eterna di Dio».

Immensità e finitezza dell’uomo: monsignor Facciolo ha sottolineato come «l’evento della nostra storia deve essere illuminato dal sorriso dell’Eternità,  dal sorriso di Dio che fa splendere la luce della pace e della salvezza in modo che nessun giorno possa passare senza un atto d’amore al Signore».

Ed ha concluso invitando ad alzare lo sguardo ed ammirare «le sette corone di stelle» e guardare «il cielo con noi e per noi affinché il ramoscello d’ulivo faccia cadere dalle mani i coltelli e le pistole facendo vincere la pace nel mondo- Da domani, comincia la “Settimana dell’amore e del perdono».

E proprio da oggi,  spazio ai riti della Settimana Santa e alle risalenti tradizioni del periodo. 

Mercoledì la messa  crismale con il vescovo che benedirà gli oli sacri. Giovedì pomeriggio, nella Basilica, la funzione della “In Coena Domini” caratterizzata dalla “lavanda dei piedi”. In serata, visita ai “Sepolcri” con veglia notturna.

Venerdì, invece, dopo la Processione di Gesù Morto, la struggente “Chiamata della Madonna”. Sabato, all’alba, processione della “Desolata” prima di lasciare spazio alla veglia pasquale, nella Basilica, e alla solenne messa del giorno di Pasqua.

Poi il giorno di Pasquetta con le gite fuori porta nell’attraente territorio squillacese.

Durante la Settimana non mancheranno i dolci fatti in casa, tra cui i “Pitti cu a ‘nepita” e le “Cuzzupe”. 

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