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SQUILLACE (CZ) – PENSIONATO MORTO AL POLICLINICO, CONCLUSIONE UDIENZA PRELIMINARE RINVIATA A OTTOBRE


Il policlinico di Germaneto

Uomo sarebbe deceduto al in conseguenza di una serie di condotte colpose del primario e tre cardiologi, per “insufficienza cardiocircolatoria da esteso infarto acuto della parete antero-laterale del ventricolo sinistro e delle sue sequele aritmiche”

 di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud, 24 maggio 2017)

 SQUILLACE (CZ) – 25 MAGGIO 2017 –  E’ stata rinviata al 4 ottobre prossimo la conclusione dell’udienza preliminare tenutasi il 15 maggio scorso dinanzi al Gup del Tribunale di Catanzaro, Claudio Paris, per il cardiochirurgo Pasquale Mastroroberto e i cardiologi Pasquale Napoli, Luigi Irrera e Giuseppina Mascaro, tutti in servizio al policlinico universitario di Catanzaro, accusati di omicidio colposo.

 I fatti si riferiscono al decesso, avvenuto il 9 maggio 2014, nel reparto “Utic” del policlinico, di Antonio Occhionorelli, di 71 anni, di Squillace. Il giudice Paris ha ascoltato il rappresentante della pubblica accusa, che ha reiterato la richiesta di rinvio a giudizio degli imputati, e il difensore della parte civile e dell’imputato Mastroroberto, disponendo poi il rinvio per consentire l’intervento di un difensore degli imputati impegnato in altra sede giudiziaria, e per le eventuali repliche. La famiglia Occhionorelli è difesa dagli avvocati Arturo Bova ed Antonio Lomonaco. 

 Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Catanzaro, il 71enne, dopo essere stato trasferito dall’ospedale di Soverato, dove era ricoverato dal 5 maggio per crisi anginosa, sarebbe deceduto, in conseguenza di una serie di condotte colpose, per “insufficienza cardiocircolatoria da esteso infarto acuto della parete antero-laterale del ventricolo sinistro e delle sue sequele aritmiche”.

 Sempre secondo l’accusa, i medici non sarebbero intervenuti per arrestare il calo di emoglobina. Mastroroberto, si leggeva nella richiesta di rinvio a giudizio, “ometteva, e, comunque, tardava ingiustificatamente l’esecuzione di un intervento di rivascolarizzazione miocardica al manifestarsi, in data 8 maggio 2014,  di uno stato di angina instabile”; i tre cardiologi, invece, “omettevano la prescrizione e l’effettuazione di una emotrasfusione”.

 

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