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SQUILLACE (CZ) – Oneri concessori, istituita la commissione d’indagine


Squillace, veduta di piazza Vescovado

Squillace, veduta di piazza Vescovado

Lo ha deciso il consiglio comunale su richiesta dell’assessore Passafaro. L’amministratore avrebbe ravvisato, con riguardo agli ultimi dieci anni, irregolarità nel calcolo degli oneri concessori nel settore dell’edilizia,

Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud, 22 marzo 2015)

SQUILLACE (CZ) – 22 MARZO 2015 – E’ stata istituita a Squillace la commissione d’indagine per  la verifica della correttezza delle procedure adottate nel calcolo degli oneri concessori previsti dalla legge “Bucalossi”.

Lo ha deciso il consiglio comunale squillacese, riunitosi venerdì scorso. La richiesta è stata avanzata al consiglio dall’assessore comunale all’Urbanistica e ai Lavori pubblici, Domenico Passafaro, il quale espleta anche la funzione di responsabile dell’ufficio tecnico comunale. Dopo alcuni controlli, Passafaro avrebbe ravvisato, infatti,  con riguardo agli ultimi dieci anni, irregolarità nel calcolo degli oneri concessori nel settore dell’edilizia, poiché non sarebbero state applicate le maggiorazioni previste dalla legge.

«L’argomento è delicato – ha affermato – e non riguarda solo i permessi di costruire, ma anche le “Dia” e le “Scia”». Della commissione fanno parte il sindaco Pasquale Muccari, l’assessore Rosetta Talotta e i consiglieri Franco Scicchitano, Aldo Zofrea, Ruggero Mauro e Vincenzo Lioi. Se i controlli risulteranno positivi, seguirà la trasmissione dei conguagli ai titolari dei permessi di costruire, da dieci anni a questa parte (quelli precedenti risultano prescritti), con l’immediata attivazione per il recupero delle somme dovute.

In relazione allo stato finanziario dell’ente si è soffermato il sindaco Muccari, il quale ha reso noto che stanno pervenendo al comune le domande di ammissione alla massa passiva da parte dei creditori. «Abbiamo purtroppo scoperto – ha riferito – che tra questi vi è anche un professionista il cui credito ammonta a circa 300 mila euro. Si tratta di un debito che non conoscevamo e che si aggiunge ai circa 2 milioni e 500 mila di debiti già noti».

 

 

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