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SQUILLACE (CZ) – MSI – TF NON HA DUBBI: «UNA ROTATORIA PER SALVARE LA VITA»


Gli esponenti di Msi - Ft durante l'iniziativa

Manifestazione pacifica per sensibilizzare i cittadini sulla pericolosità dell’incrocio della frazione marina. Varata petizione per chiedere la sostituzione dei semafori con una rotatoria

Articolo e foto di Salvatore TAVERNITI  (Gazzetta del Sud, 23 agosto 2015)

SQUILLACE (CZ) – 24 AGOSTO 2015 –  “Una rotatoria per salvare la vita”. Con questo slogan la federazione di Catanzaro del Movimento Sociale – Fiamma Tricolore ha inscenato una manifestazione  pacifica al quadrivio di Squillace Lido, dove la circolazione stradale viene regolata dai semafori.

Non si contano gli incidenti e i disagi che si registrano in quella zona attraversata dalla strada statale 106 e da due strade provinciali per Squillace Lido e Squillace centro. Finora non è stato presa in considerazione la proposta di realizzare una rotatoria al posto dell’impianto semaforico.

Da qui l’iniziativa del Msi-Ft i cui militanti hanno inteso «rivendicare il diritto alla sicurezza dei cittadini». La manifestazione è stata pacifica e non ha creato alcun intralcio al traffico veicolare e pedonale. «L’abbiamo voluta – spiegano gli organizzatori – per coinvolgere la popolazione nella richiesta del nostro partito all’Anas affinché sostituisca i semafori che regolano il traffico dell’importante quadrivio automobilistico con una più scorrevole e sicura rotatoria».

Sul posto, Natale Giaimo, portavoce del Msi-Ft di Catanzaro, Lorenzo Scarfone e Giuseppe Dodaro, rispettivamente responsabile provinciale e responsabile giovanile del partito, oltre a tanti giovani militanti del comprensorio. Avviata la petizione con raccolta firme che proseguirà nei prossimi giorni presso le attività commerciali squillacesi e che sarà inviata ad Anas, Provincia e Comune di Squillace per chiedere la rotatoria.

Nell’occasione, sempre in tema di sicurezza, i militanti missini hanno distribuito un volantino contro quella che definiscono «l’incontrollabile ondata di immigrati clandestini che ormai a migliaia arrivano sulle coste calabresi provocando una serie di problemi dal punto di vista dell’ordine pubblico e aumentando l’atavica condizione di povertà che attanaglia le nostre terre, per riaffermare il diritto primario degli italiani a casa, lavoro e servizi sociali».

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