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SQUILLACE (CZ) – “Maison de la danse”, quando la danza si coniuga con la poesia


Al Politeama il saggio di fine anno della scuola di Jole Zampina “La parola e il silenzio”

 Fonte: CATANZAROINFORMA.IT

SQUILLACE (CZ) – 13 LUGLIO 2015 –  Come riporta CatanzaroInforma.it si è snodato tutto attraverso “La parola e il silenzio”. E la danza, ovviamente. Che ha accompagnato il racconto scritto da Jole Zampina. Non solo insegnante e coreografa. Ma anche autrice del testo che ha fatto da filo conduttore al saggio di fine anno della sua scuola, la “Maison de la danse”.

Saggio è ancora una volta una definizione riduttiva per quello che si è visto al Politeama. Si è trattato di un vero spettacolo. Mai noioso. In un crescendo di emozioni regalato sia dalla coralità dei danzatori, protagonisti di coreografie coinvolgenti; sia dai passi a due e dagli “assoli”, capaci di riempire l’ampio spazio del palcoscenico. Dalla danza area che contraddistingue, ormai da tempo, l’attività di questa scuola, a quella classica; dall’HipHop al contemporaneo. Con incursioni nel mondo latino, quella della Rumba e della Salsa cubana con ospite Roby G e la Dance Company Omelé.

Oltre due ore di esibizioni accompagnate da una proiezione ad ampio raggio che ha calato ogni singolo ballo in un contesto ben definito. Montaggio e immagini curati nel dettaglio da Philippe Chochon che sono stati funzionali alla coreografia, senza correre il rischio di essere attratti più dalle sequenze video che dalle evoluzioni dei danzatori. Tutti bravi. Grazie al lavoro dell’intero corpo di insegnanti che opera nella scuola di Squillace lido: la stessa Jole Zampina, Simona Zampina (Modern e Contemporaneo), Gorane Ugarte (Classico), Natalia Rosato (Danza aerea), Ilaria Badolato, Melania Melino e gli assistenti Alessandro Fiorentino e Roberta Passafaro.

Ma torniamo allo spettacolo: “La parola e il silenzio”. “Lei una femmina affascinante, ambigua, chiara, perversa, innocente, bugiarda, trasgressiva, ubbidiente, insapore…”. Lui “intelligente e inquisitore, stava a disagio, perduto in questa giungla dove il ciarlatano diventa dottore”. E’ soprattutto nella seconda parte che la narrazione diventa più fitta e che la danza interpreta l’evolversi di questo rapporto. In un vortice di emozioni restituite al pubblico da coreografie ben costruite e mai banali. Alla fine, tra la “parola” e il “silenzio” vince l’applauso. Convinto. Di un Politeama che ha riconosciuto la qualità del lavoro portato avanti dalla “Maison de la danse”. Che, superata ormai la mezzanotte, ha festeggiato anche il compleanno della sua direttrice: un ‘elegante Jole Zampina, salita sul palco tra l’abbraccio dei suoi allievi che le hanno dedicato un finale con torta a sorpresa.

E finita la serata si pensa subito al futuro: si ritornerà in sala già da metà settembre. Del resto è solo con il duro lavoro, nella danza e nella vita, che si possono raggiungere traguardi di un certo prestigio. Come quelli centrati da Simona Vallone, anche lei stella di questo spettacolo ora, con orgoglio tutto calabrese, danzatrice per l’Arena di Verona.

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