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SQUILLACE (CZ) – MAGGIORANZA IN BILICO, TIRA ARIA D’ELEZIONI


Squillace, scorcio

Dopo nemmeno due anni dalla precedente consultazione elettorale si prospetta il ritorno al voto

 di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud, 25 gennaio 2016)

 SQUILLACE (CZ) – 27 GENNAIO 2016 –  C’è maretta al Comune di Squillace, specie dopo l’ultima seduta del consiglio comunale. I consiglieri del gruppo di minoranza hanno sferrato un duro attacco all’amministrazione in carica, guidata dal sindaco Pasquale Muccari.

 La maggioranza, infatti, è in bilico, in quanto si regge su un solo voto, in seguito all’abbandono prima del consigliere Enzo Lioi e ultimamente dell’ex assessore Domenico Passafaro, transitati in gruppi indipendenti e all’opposizione. Una situazione che rischia di portare la città nuovamente al voto, a nemmeno due anni dal rinnovo del consiglio comunale squillacese.

 Dal canto suo, Muccari dice di «non avere paura di andare al voto, anche se fosse domani, perché la mia storia giganteggia sull’inesperienza e il pressapochismo che ispirano le iniziative portate avanti dalla minoranza». Il primo cittadino, dunque, resta al suo posto, nonostante gli attacchi della minoranza: «non mi dimetterò fino a quando avrò lo zoccolo duro di sette consiglieri».

 Poi torna sulle vicende del bilancio e sulla decisione della sua amministrazione di dichiarare il dissesto finanziario. «La situazione finanziaria – puntualizza – è grave e dovrà essere gestita con impegno. La minoranza non sa che i residui attivi e passivi maturati al 2013 rappresentano la tossicità dello strumento contabile, e la legge mi ha consentito di passarli al commissario liquidatore; il dissesto, invece, è stato determinato dalle sentenze passate in giudicato e dai pignoramenti incalzati dai debiti sommersi che poi sono venuti fuori. I problemi sono tanti (cimitero, rete elettrica, fognaria, idrica e viaria) e vanno risolti con serietà».

 Infine, il sindaco pone un serie di interrogativi alla minoranza, accusata di attuare la politica del “tanto peggio tanto meglio”: «come sono maturati i debiti? Quali procedure non sono state eseguite? Quali sono state le somme urgenti e le spese programmate? Chi dovrà pagare i debiti che il commissario non riconoscerà?».

Si respira, dunque, un’aria di forte tensione, a Squillace, mentre la popolazione auspica una soluzione rapida e ragionevole dei problemi.

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