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SQUILLACE (CZ) – L’UTOPIA “RIFIUTI ZERO” E IL RUOLO DELLA DIFFERENZIATA


Da sinistra: Polito, Sabatini, Perrotta e Gagliardi

Esperti, associazioni e amministratori comunali a confronto ieri in un incontro pubblico organizzato da un gruppo di cittadini e Legambiente

di Franco POLITO

 SQUILLACE (CZ) – 20 LUGLIO 2016 –  Produrre “rifiuti zero”  è un ideale che resterà, forse, per sempre un ideale.  Resterà e sarà solo un limite verso cui tendere.  

La meta non si raggiungerà mai. Quello che si deve e si può fare è contenere il quantitativo della spazzatura in vista dell’abbattimento dei costi. Come? Praticando la raccolta differenziata dei rifiuti. In un solo colpo si salvaguardia l’ambiente e si pompa ossigeno nei portafogli delle famiglie e nelle casse comunali.

Si è mosso sull’idea che un mondo (ecologicamente ed economicamente) migliore è possibile l’incontro – convegno di ieri pomeriggio alla Casa delle Culture, in pieno centro storico a Squillace superiore. Dall’idea di alcuni cittadini, affiancati da Legambiente Calabria, è venuto fuori un appuntamento lontano dai canonici schemi del simposio “l’esperto parla, la platea ascolta”.

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Ieri pomeriggio, invece, con il coordinamento organizzativo di Anna Polito, è venuto fuori un confronto  – dibattito a tutto campo tra relatori, cittadini, amministratori comunali e associazioni su “Politiche di riduzione dei rifiuti e dei costi”. L’unica eccezione l’ha fatta la presentazione del docente Agazio Gagliardi. «La raccolta differenziata – ha sottolineato il docente – è una questione di correttezza e di responsabilità nei confronti dell’ambiente». Gagliardi ha insistito molto sul fatto della differenziata come «una questione di rivoluzione culturale da realizzarsi nelle famiglie e, soprattutto, nelle scuole inserendo nei programmi dei percorsi didattici sull’argomento con degli esperti che affianchino gli insegnanti».

Differenziata come sostegno all’ambiente ed all’economia. Differenziata come vantaggi. Luigi Sabatini, direttore di Legambiente Calabria, si è affidato alla slide per “martellare” sul risparmio tariffario ottenibile praticandola. Rispettare delle semplici regole ne vale la pena. Incide, eccome, sull’entità della Tari, la tassa sui rifiuti. «Per abbassarla – ha ripetuto l’esperto –  occorre diminuire l’indifferenziata, migliorare la qualità del rifiuto e ridurre l’umido con l’autocompostaggio».

Certo non è una cosa facile, soprattutto per gli anziani, differenziare 24 tipi di rifiuti. Ma è utile (ad esempio) sapere del danno che si provoca eliminando l’olio vegetale esausto attraverso il lavandino. «Blocca il processo di depurazione – ha evidenziato Sabatini – e aumenta l’inquinamento del mare». E’ utile sapere che un rifiuto pulito vale di più e diminuisce i costi dei Comuni. E’ utile sapere che per la gestione degli imballaggi c’è un accordo tra Anci e Conai. Ecco perché serve un salto nel modo di pensare. Serve maggiore sinergia tra le amministrazioni comunali. «Legambiente – ha concluso –  è a favore delle isole ecologiche intercomunali. Più alto sarà il livello associazionistico, soprattutto tra i piccoli Comuni, minori saranno i costi».

Le Regole delle “4R”. «Purtroppo – ha esordito, invece, Aldo Perrotta, presidente del circolo Legambiente di Catanzaro e del Comitato Tecnico Scientifico Regionale – “rifiuti zero” è solo un limite verso cui  tendere limitandone il quantitativo con quattro parole fondamentali che cominciano con “r”». la prima è “Riduzione”, che significa produrre meno rifiuti. A seguire ci sono “”Riutilizzo”, utilizzare una cosa più volte prima di gettarla via; “Riciclo”, trasformare nuovamente il materiale e “Recupero”, valorizzare il rifiuto come risorsa per produrre energia.

Quattro paroline che in terra Bruzia sembra abbiano attecchito. «In Calabria – ha fatto notare –  l’aumento della differenziata ha fatto segnare un decremento dei rifiuti pro capite». Stando ai dati Ispra (Istituto Superiore per la Protezione  e la Ricerca Ambientale) dal 2011 ad oggi si è passati da 450 chili a 406 chili a persona, con la differenziata che nel 2014 dall’11% inziale si è attestata al 19% di fine anno. «Sono dati – ha aggiunto –  che evidenziano, pure con i limiti di poca informazione riscontrati da Legambiente, come i cittadini prendono coscienza del rifiuto e si comportano di conseguenza».

Per la Calabria c’è speranza. «La nostra regione – ha concluso Perrotta – produce meno rifiuti della Toscana e dell’Emilia Romagna spesso indicate come esempi virtuosi. L’unico neo è l’inesistenza di impianti per smaltire l’indifferenziato. Handicap superabile con lo smaltimento in loco attraverso l’unione di piccoli Comuni».

Ovviamente al netto degli incivili che abbandonano indiscriminatamente  i sacchetti di immondizia trasformando in discarica a cielo aperto strade e campagne.

Ma questa è un’altra storia della quale, forse, vi racconteremo un’alta volta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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