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SQUILLACE (CZ) – E’ TEMPO DI “INNESTI CONTEMPORANEI”


Il Festival ha come obiettivo la creazione di uno spazio ideale dove gli artisti possano esprimersi al meglio, in armonia con la popolazione squillacese e il luogo, autentico teatro a cielo aperto

di REDAZIONE

SQUILLACE (CZ) – 30 LUGLIO 2016 –  Da oggi pomeriggio, per tre giorni, fino al primo agosto, all’interno del castello di Squillace si svolgerà il primo festival teatrale di Innesti contemporanei. L’evento non riceve alcun fondo, è totalmente autofinanziato dagli artisti stessi, che hanno deciso autonomamente di donare il proprio spettacolo aderendo all’importante operazione di sensibilizzazione del territorio alla pratica teatrale e alle arti performative.

Il Festival ha come obiettivo la creazione di uno spazio ideale dove gli artisti possano esprimersi al meglio, in armonia con la popolazione di Squillace, autentico teatro a cielo aperto. L’anima della rassegna è la realizzazione di un unico grande spettacolo, un’unica grande festa che unisce gli spettatori, i cittadini e gli artisti. Durante lo svolgimento del festival si organizzeranno dei laboratori, tenuti dagli artisti stessi al fine di sensibilizzare la comunità alla cultura artistica e teatrale.

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 “Oggi si parte!”, dice Saverio Tavano, direttore artistico. “Abbiamo pensato di fare un festival, senza alcun aiuto economico – continua Tavano – partendo dai nostri spettacoli, dagli spettacoli degli amici che hanno scelto di donare la propria opera, e dalla piena disponibilità degli enti e dell’assessore alla cultura, affinché il teatro non muoia mai, lo facciamo a Squillace l’antica “Scylletium” città greca dove il teatro qui è stato fatto nel VI sec. a.C.

Inizia questa nuova avventura vi aspettiamo a Squillace!”. 

 L’evento nasce con l’intento di “innestare” sul territorio una nuova realtà culturale, che possa divenire nel tempo un appuntamento fisso per il luogo, attrazione culturale e turistica.

 Il programma prevede per stasera 30 luglio:

 – alle 20,30 “Lavori in corso” di Giuseppe e Pietro Plutino. Performance-indagine sulla relazione tra soggetti   e spazio, nell’eventualità di una sua condivisione. Una ricerca volta a ricreare un moderno spazio embrionale, quasi un ritorno al grembo materno;

– alle ore 21, “Onora il padre”, di e con Saverio Tavano. Tre personaggi: una famiglia. Un padre, una madre, un figlio. Un luna park abbandonato, simbolo di un’infanzia tradita, incolta, oltraggiata. In questo luogo si regolano i conti familiari, ma i panni sporchi non si lavano in casa come nelle migliori famiglie, si seppelliscono sotto terra;

– alle ore 21,30 “Lamagra” di Emilio Suraci ed Emanuela Bianchi,  interpretazione Emanuela Bianchi. Calabria, 1769. Cecilia Faragò è l’ulti ma fattucchiera processata per stregoneria nel Regno di Napoli. Con lei muoiono i segreti della terra in un luogo del mondo in cui la terra è potere. Chi è la magàra Cecilia? Fata o strega, lucifera, portatrice del sole o della luna, donna infine e prima di tutto.

 

 

 

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