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SQUILLACE (CZ) – INDENNITA’ DI CARICA, MAURO: «NESSUN PRIVILEGIO, NE’ PRIVILEGIATI»


Il capogruppo di “Aria Nuova” chiede alla maggioranza di rinunciarvi visto il particolare momento economico che sta attraversando la città

di Franco POLITO

SQUILLACE (CZ) – 27 AGOSTO 2015 – “La legge è uguale per tutti”. Lo sanno anche le pietre. Principio sacrosanto che campeggia nelle aule di giustizia italiane. Il consigliere di minoranza Ruggero Mauro (Aria Nuova) lo ha adattato al momento non certo rosero delle casse comunali squillacesi trasformandolo in “se c’è dissesto deve essere uguale per tutti”. Compreso il gruppo di maggioranza.

Lo spunto per “l’architettura linguistica” di Mauro arriva dalle indennità di carica. «Come –  chiede Mauro al gruppo maggioritario – decretate il dissesto finanziario, imponete  sacrifici ai cittadini ma non rinunciate al compenso per la carica?».

Come dire, il dissesto, se c’è, ci deve essere per chicchessia. Altrimenti la formula “la legge è uguale per tutti” se ne va a benedire. Per Mauro il busillis della questione sta tutto nei rimborsi. «Forse – sottolinea –  non tutti i nostri concittadini sanno che l’attività di sindaco, vice sindaco, assessore e presidente del Consiglio , anche a Squillace,viene ad essere compensata con una indennità. Nello specifico, in base alla  delibera del consiglio comunale numero 42 del 2014, per la nostra nobile città queste indennità sono determinate in base alla legge 56 del 2012, al Testo Unico sugli Enti Locali, la legge 266 del 2005, la delibera della giunta comunale numero 72 del 2014». 

Tutto secondo leggi e provvedimenti istituzionali. Fin qui niente di strano. Le indennità sono un sacrosanto diritto. Sacrosanto quanto quel “la legge è uguale per tutti”. Solo che a Squillace c’è un però. Si chiama dissesto finanziario «deliberato – mette in risalto Mauro – dagli amministratori di maggioranza dell’ente con la conseguenza di avere provocato una serie di aumenti di imposte e tasse al massimo consentito che hanno scaricato,di conseguenza, l’intero aggravio sui cittadini incolpevoli e già notevolmente tartassati».

Mauro passa dagli enunciati di principio ai numeri delle indennità. «I cittadini – afferma – devono sapere che gli amministratori di maggioranza “costano” alle disastrate casse comunali 3 mila 438,83 euro al mese,  41 mila 265,96  all’anno e  206 mila 329,86  per tutta la consiliatura».

Morale della favola: Mauro reclama dagli amministratori un segnale forte e nobile. «Ritenuto che i sacrifici devono essere equamente suddivisi e sopportati da tutti ,amministratori compresi – conclude –  considerato tra l’altro che la maggior parte di loro hanno già discrete entrate, per cui non pensiamo che abbiamo bisogno di impinguare le loro casse per mantenere famiglia con una indennità corrisposta per una funzione rispetto alla quale hanno dimostrato, alcuni di loro, inadeguatezza altri addirittura latitanza, chiedo un gesto di condivisione del sacrificio,un segnale della Giunta e del presidente del Consiglio che sia da esempio e dia senso al dissesto da loro stessi voluto eliminando questo privilegio. Decidano loro cosa farne, lasciarle nel bilancio o destinarle a chi ne ha più bisogno. Sarebbe una delle poche cose buone fatte da quando sono alla guida della nostra città».

Così “la legge sarebbe uguale per tutti”, aggiungiamo noi.

 

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