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SQUILLACE (CZ) – IL MOVIMENTO NAZIONALE PER LA SOVRANITA’ RILANCIA L’IDEA DELLA “DESTRA SOCIALE”


Presentato ieri ufficialmente nuovo soggetto politico locale. Obiettivo è “combattere” attuale sindaco e rilanciare valori del populismo e della territorialità

Immagini e articolo di Franco POLITO

SQUILLACE (CZ) – 9 LUGLIO 2017 – Populisti, inteso come vicini ai reali problemi della gente: Contrari all’immigrazione incontrollata ma non per questo razzisti. Territoriali e territorialisti, che significa volontà di rilanciare tutte le municipalità locali. Aperti al confronto con chi agisce per gli interessi generali.

Il neo costituito circolo del Movimento Nazionale per la Sovranità si presenta  ufficialmente calando gli “assi” del proprio dna, quelli della destra sociale. E per il battesimo squillacese, ieri sera  sceglie la sala consiliare, “casa” dell’attuale civica  amministrazione  «che intendo combattere con tutte le mie forze per rilanciare la nostra città»,  proclama il commissario cittadino Antonio Bertolotti.

La linea del Movimento è tracciata anche sotto le torri squillacesi dove si aggiunge un altro tassello alla progressiva organizzazione territoriale. Qui la Destra ha radici lontane e radicate. Ora passato, presente e futuro si fondono per dare vita a un “nuovo inizio”. L’amarcord è d’’obbligo, però. Bertolotti annuncia che il circolo porterà il nome del catanzarese Franco Marino. «Mi ha “allevato” e ci ha allevato tutti» ha ricordato salutando la figlia assiepata tra i presenti.

Quindi gli intenti. «A livello nazionale –  aggiunge il commissario– seguiremo le indicazioni dei vertici, ma qui sarà “battaglia” vera contro una Giunta e un sindaco che hanno strozzato la città con tasse esasperanti e un cervellotico dissesto finanziario senza alcun progetto concreto di intercettazione fondi e l’assenza di un piano turistico consono alla riconosciuta storia locale. Inoltreremo dialogheremo con le forze politiche e sociali, tra cui il Pd, che remano nella nostra stessa direzione». Al fondo c’è la volontà «di recuperare gli “storici” della Destra cittadina e accogliere i giovani che si identificano con la nostra idea»  conclude Bertolotti.

Idee e progetti che si devono per forza di cose innestare con gli spunti programmatici nazionali. Sandro Mauro, componente della Direzione Nazionale, che apre le danze salutando e ringraziando i simpatizzanti e gli amministratori locali eletti di recente sotto le insegne del Movimento giunti dal comprensorio, detta la ricetta.

«E’ il momento di dire basta – sottolinea – a un Governo nazionale provvisorio che ha dimenticato le vere priorità. Di fronte a disoccupazione, pressione fiscale asfissiante e giovani che fuggono all’estero, preferisce la questione dello “ius soli”. Noi non ci stiamo, come non ci stiamo al nuovo “pangermanesimo” e alle sue conseguenze. Non siamo contro gli immigrati, anzi. Auspichiamo. invece, l’accoglienza di quelli che fuggono dalla guerra, a condizione che non vengano trattati come bestie. Prima di loro, però, ci sono i problemi dell’Italia e degli italiani».

E di Squillace e degli squillacesi. Sul punto anche Mauro, che annuncia l’adesione al Movimento del consigliere comunale di opposizione eletto nelle fila di “Aria Nuova” Ruggero, è chiaro. «Pure nella nostra città – ha concluso – c’è voglia di politica vera. Lotteremo con tutte le nostre forze per la rinascita del patrimonio storico. economico, sociale e culturale di Squillace, depauperato negli ultimi tre anni dall’attuale maggioranza».

Territori e territorialità. Per il Movimento sono un must irrinunciabile. Giuseppe Talotta, dell’Assemblea Nazionale, getta sul tappeto l’idea della creazione di una grande macro area da Soverato fino a Squillace, comprensiva non solo dei Comuni rivieraschi ma anche di quelli delle zone interne e delle Preserre Catanzaresi, afflitti da un galoppante spopolamento.

«I campanili fini a se stessi non servono più – ha evidenziato – Servono politiche di rilancio delle nostre terre e azioni che aiutino i territori e la gente a  essere libera. Anche con questo spirito, presto organizzeremo degli incontri con i “nostri” amministratori comunali per cominciare a studiare il progetto dell’unificazione del Basso Ionio. I benefici, anche di contenimento della spesa, saranno notevoli».

Sul “mantra” della territorialità spinge molto anche il commissario provinciale Giovanni Mirarchi. «Occorre ripartire dal basso – fa notare-  dai piccoli comuni, dalla gente e dai suoi bisogni. Per farlo serve una piattaforma programmatica seria e razionale e l’unione tra le realtà locali».

Non manca l’affondo contro la regione Calabria priva di un assessore al Turismo e all’Agricoltura. «In questo modo dove vogliamo andare? Si può innestare sviluppo?» si chiede.

La risposta Mirarchi c’è l’ha. Ed è nella politica del Movimento. «Nato per il popolo e per in suoi bisogni – conclude – Nato per quelli che sono stati abbandonati. E in Italia, come in Calabria, sono in tanti».

Un beve ma intenso dibattito conclude l’appuntamento.

 

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