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SQUILLACE (CZ) – Giudice di pace, c’è uno spiraglio


giudice pace

Il decreto “Milleproroghe” ha fatto slittare alla fine di luglio il termine entro cui gli enti locali possono chiedere il salvataggio. Con Squillace coinvolti anche i Comuni di Amaroni, Palermiti, Stalettì e Vallefiorita

di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud, 21 febbraio 2015)

SQUILLACE (CZ) – 22 FEBBRAIO 2015 – Potrebbe riaprire l’ufficio del Giudice di pace di Squillace. Una possibilità viene offerta dal decreto “Milleproroghe”, che prevede lo slittamento al 30 luglio 2015 del termine entro il quale gli enti locali interessati possono richiedere il mantenimento degli uffici.

Il provvedimento potrebbe riguardare, quindi, anche gli altri giudicati di pace soppressi (oltre a Squillace, Badolato, Borgia, Chiaravalle Centrale, Cropani, Davoli, Taverna, Tiriolo, Filadelfia, Maida, Nocera Terinese, Soveria Mannelli).

Serve naturalmente la volontà politica degli amministratori degli enti locali interessati, i quali possono attivare le necessarie procedure atte a scongiurare la chiusura definitiva dei presìdi, evitando la spoliazione di uffici e servizi e garantendo un adeguato ed equo diritto alla giustizia sul territorio.

Il provvedimento di chiusura dell’ufficio del Giudice di pace di Squillace è giunto la scorsa estate, mentre l’effettiva soppressione, con accorpamento a Catanzaro, si è verificata in autunno.

Per far ritornare l’importante servizio a Squillace è ora necessario che le amministrazioni comunali del mandamento (con Squillace, anche Amaroni, Palermiti, Stalettì e Vallefiorita) si mobilitino per porre in essere i previsti provvedimenti, primo fra tutti l’individuazione del personale, e naturalmente per trovare le risorse finanziarie necessarie al funzionamento dell’ufficio.

 

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